martedì 2 Marzo 2021

CASTELLAMONTE – In Fraz. Spineto le mostre del Centro Ceramico Museo Fornace Pagliero

CASTELLAMONTE – In mostra Enzo Scuderi, Nino Ventura, Gianni Pandini, Daniele Chechi, Livio Girivetto Mensio, Brenno Pesci, Fiorenza Presbitero, Anna Banfi, Rita Musso e l’Associazione Artisti della Ceramica.

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Oltre 200 anni di storia. Il vero e proprio simbolo dell’arte e dell’artigianato artistico di Castellamonte.

È il Centro Ceramico Museo Fornace Pagliero di Spineto di Castellamonte che dal 3 settembre al 16 ottobre farà parte del percorso della 56^ Mostra della Ceramica.

Un luogo storico in cui si respira ancora oggi il fascino delle antiche lavorazioni, la fatica di generazioni di lavoratori, il richiamo alla Terra Rossa.

Ma non solo il sito museale per eccellenza, che con i suoi ambienti e gli antichi macchinari racconta una storia antica, ma un sito produttivo all’interno del quale, oggi, viene svolta l’attività delle Ceramiche Cielle.

Un sito vivo e vivace, grazie alle mostre che periodicamente vengono organizzate e rendono merito al suo passato.

In occasione della 56^ Mostra della Ceramica gli spazi del Centro saranno teatro di dieci mostre con ospiti prestigiosi, graditi ritorni e nuovi incontri.

Le “Terre Madri” di Enzo Scuderi: nuove forme d’arte attraverso materiali che trascendono il senso originario e diventano vere opere reinventate.

Esistono al mondo materiali come l’argilla, considerati “poveri”, dai quali però la maestria di grandi artisti fa nascere lavori capaci di parlare al cuore. Ed è su semplici materiali come le terrecotte invecchiate che Enzo Scuderi ha permeato le sue ultime fatiche. È stato un soggiorno presso la canonica dell’ex chiesa di San Bartolomeo in Lanciaia, a S. Dalmazio di Pomarance (Pisa), che ha fatto nascere nell’artista la passione per le potenzialità espressive dei materiali, che lo portarono a ricercare nuove forme d’arte. Un lavoro sugli embrici di terracotta, ovvero le tegole di forma piana utilizzate fin dall’antichità per ricoprire gli edifici: un nuovo percorso di produzione artistica.

A Spineto ritorna Nino Ventura che propone le sue “Archologie Sentimentali 3.0” e il “Cercatore di stelle” opera realizzata dall’artista direttamente presso la Fornace e che troverà la sua ideale collocazione in un nuovo spazio del Centro: un giardino dal quale il “Cercatore di stelle” potrà contemplare il cielo.

Le grandi opere di Ventura sono di casa a Spineto ed il suo continuo partecipare alle mostre appassiona sempre il visitatore.

Gianni Pandini amplia l’esposizione già proposta lo scorso anno e che ha suscitato interesse per lo studio delle forme del corpo femminile. Torinese di adozione, fotografo di professione, Pandini si è avvicinato alla scultura con una caratteristica particolare: non solo la figura plastica fine a se stessa ma l’interpretazione del movimento o l’avvicinarsi al movimento: sono prerogative della scultura dell’autore.

Non mancano le opere del padrone di casa, il direttore del Museo, Daniele Chechi, che di anno in anno arricchisce la propria esposizione permanente approfondendo il concetto di opera in continua evoluzione che rende affascinante l’approccio con l’arte. Proprio come la vita che ci riserva sorprese e novità. Proprio come l’evoluzione del Centro Ceramico, che dal 1994 ha iniziato, grazie a Chechi, il recupero dei suoi spazi antichi e affascinanti.

Quest’anno Chechi propone il veliero, come simbolo del navigatore in cerca di “Terra!” (il tema della Mostra della Ceramica). Due le interpretazioni: una figurativa e l’altra più artistica.

Livio Girivetto Mensio sarà protagonista di una grande installazione che troverà spazio nella travata al primo piano della Fornace: ferro, corda, ossidi e terre di Castellamonte, racconteranno “Frammenti di me“.

Il castellamontese Brenno Pesci propone una tematica a lui cara: l’amore per i cavalli e i suoi cavalieri, che accompagna da sempre le opere del ceramista, prendendo ispirazione dai Generali dei diversi Carnevali del Canavese. Attraverso uno studio ed una sperimentazione costante nel tempo, le opere di Pesci conferiscono alla scultura ceramica, spesso erroneamente considerata “sorella minore”, una posizione paritaria con materiali come il marmo, il bronzo e la pietra.

Ancora un excursus sulle opere di Fiorenza Presbitero, le ceramiche raku di Anna Banfi, l’incontro con la terra di Rita Musso

Infine l’Associazione Artisti della Ceramica in Castellamonte propone una serie di stufette, libera interpretazione di uno dei simboli della produzione tipica del territorio.

Gli artisti partecipanti sono: Marina Capra, Daniele Chechi, Francesca Formia, Gianna Picca Garino, Elisa Giacometti, Laura Gorrea, Cristian Grandinetti, Susanna Locatelli, Brenno Pesci, Gianni Piccazzo, Germana Rossi, Caterina Sciancalepore, Ebe Tirassa, Mara Tonso.

“È un privilegio poter continuare ad ospitare queste opere e questi artisti – dice Daniele Chechi Direttore del Centro Ceramico Museo Fornace Pagliero – A loro va il mio ringraziamento per aver accolto l’invito e per continuare a donarci sensazioni profonde. Proprio come la Fornace, i cui ambienti continuano a raccontare, seppur in maniere silenziosa, il lavoro di decine di generazioni: operai, artigiani, artisti della Terra Rossa di Castellamonte.”

INAUGURAZIONE

Sabato 3 settembre 2016 – ore 15

GIORNI DI APERTURA

dal 3 settembre al 16 ottobre 2016

ORARI DI VISITA

sabato e domenica 10-13; 14.30-19; ingresso gratuito

per visite su appuntamento telefonare ai numeri: 0124.582642 – 377.4390604

Fornace Pagliero – Frazione Spineto, 61

10081 Castellamonte (To)

ceramichecielle@libero.it

www.fornacepagliero.it

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