LEINI – Per il Movimento Cinque Stelle si tratta dell’ennesimo atto antidemocratico quello messo in atto dall’assessore al Bilancio Marco D’Acri:LEINI consiglio (Rid)

«Strumentalizzando l’azione politica di un’intera minoranza per evitare, manco fosse la peste, l’ennesima opportunità di confronto. Secondo la teoria del D’Acri infatti, l’intenzione delle minoranze di non partecipare al voto sul Documento Unico di Programmazione perché non si condividevano linee e intenzioni, ad esempio l’aumento delle tasse, viene da lui interpretata, con fare fantasioso e baldanzoso, come la contrarietà a partecipare a una stesura, almeno minima per qualche voce, del bilancio di previsione dell’anno corrente».

Nessuna ripicca, nessuna strumentalizzazione per l’assessore D’Acri. «Avevo dato la mia disponibilità ad approfondire con i capigruppo le varie fasi dell’iter di approvazione del Bilancio – commenta – cogliendo una certa condivisione del metodo. Ho constatato con mio profondo rammarico che gran parte delle forze di minoranza hanno deciso di lasciare l’aula e di non partecipare al voto, decidendo quindi di autoescludersi dal processo di programmazione. Ho preso atto di tale decisione, e non ritengo quindi di dover avviare altri confronti con chi ha deciso di non partecipare al voto».

Del resto, come ha sempre detto il Movimento Cinque Stelle: chi non partecipa vale zero.

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