mercoledì 14 Aprile 2021

IVREA – Nuovi editori e nuovo staff per il Piffero

IVREA – Aria di Carnevale ad Ivrea. E per l’occasione, in questo 2016, il Piffero sarà in edicola il 6 gennaio, con una veste del tutto rinnovata, nuovi editori e nuove idee.

I nuovi editori del Piffero sono: Marco Adriano, Alessandro Barcaro, Alberto Bossino, Gian Piero Frigo, Claudio Roviera e Morris Stracuzzi

«Alessandro, raccolte le confidenze del Patron del Piffero, Vittorio Ferraro, venne a scoprire che lo stesso aveva maturato l’intenzione di passare la mano e cedere la storica testata, dato che il figlio Chicco non era dell’idea di proseguire nell’impresa. – Raccontano i novelli editori – Alessandro e Marco, un sabato qualunque, intenti a parlare di tutto e bevono soltanto vino buono. Esce questa confidenza, ne deriva un’analisi “editoril-giornalistica-commerciale” e da quella scaturisce una serie di elucubrazioni su “Chi sì e chi no” avrebbe potuto far parte del progetto. In un batter d’occhio sono usciti i sei nomi dei componenti dei “Natipifferi”. Il logo del gruppo rappresenta sei note tutte differenti tra loro che stando sullo stesso pentagramma suonano la stessa musica .»

E aggiungono: «Siamo sei discoli tremendamente seri, quando è ora di scherzare: ognuno con le sue peculiarità, le sue capacità e, alla base del progetto, i valori condivisi da tutti . Il gruppo che ci vede ora insieme ha una sua filosofia che si può tranquillamente definire il “nostro” modo di interpretare il Carnevale, con una serie di obiettivi che mirano a una fattiva collaborazione con le Componenti della manifestazione e soprattutto con le Genti del Carnevale stesso. Nel solco della tradizione della rivista, infine, l’obiettivo comune è portare avanti con stile, eleganza, sagacia e soprattutto nel rispetto del passato della rivista, il nome Il Piffero».

Il Carnevale è un microcosmo in perpetua metamorfosi. La testata non può essere avulsa da questo continuo rinnovamento e oggi, i novelli editori, si prepara ad affrontare il primo anni di una nuova gestione editoriale.

In tempi non facili. Come sottolinea il direttore responsabile Federico Bona nel suo editoriale «Recitava, un tempo la nostra testata: “Numero unico satirico-umoristico e serio”. Ma credete, cari lettori, che sia facile, oggi far ridere, o almeno sorridere? Forse per questa ragione è sparita la dicitura? Qui, come si suol dire, ci troviamo a far le nozze con i fichi secchi. Spesso, per trovare uno spunto, ci tocca scervellarci, prendere appunti durante l’anno, stiracchiare un’idea fino a farla diventare articolo. Il convento passa quello che passa. Erano tempi felici, per chi scriveva di satira gli anni in cui sui banchi del Consiglio sedeva un personaggio come Stefano Strobbia? O quando al seguito dei Pifferi tenevano banco le diatribe e i dispetti verbali tra Dante Volpe e Fausto Cavallo? Come non trovare uno, dieci, cento spunti di satira da un discorso di Gesù-Giuseppe-Maria Musso? O leggendo gli articoli di Dirce Levi?

Non parliamo poi del mitico Serafino, personaggio, presidente, organizzatore e chi più ne ha, più ne metta. Le uniche volte in cui lo si è visto davvero arrabbiato sono quelle poche occasioni nelle quali ci si è dimenticati di prenderlo un po’ in giro!

Non si dovrebbe scherzare con i Santi, però… anche le “sparate” di Monsignore Bettazzi erano una bella fonte di ispirazione!

In questa ormai cronica carenza di personaggi “a effetto”, come leggerete in queste pagine, ci tocca guardare al regno animale: un cigno e un cinghiale sono stati i personaggi di spicco del 2015 cittadino, ahimè!»

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