LEINI – La conferma arriva dal dottor Giuseppe Ferrando, procuratore capo di Ivrea. Sulla vicenda della casa della maternità La Primavera non ci sono indagati. «Ho avuto modo di sentirlo personalmente – spiega l’avvocato Riccardo Magarelli – Mi ha confermato che per questa vicenda non ci sono indagati. Che non è stato aperto alcun fascicolo. Il verbale del Nas non costituisce notizia di reato».

Chiara la posizione dell’avvocato, chiara anche quella dell’Amministrazione comunale: «Rileviamo che le varie iniziative delle case per la maternità stanno riscuotendo in giro per l’Italiapoliambulatorio (RID) intera grande apprezzamento e rispondono ad un sempre più ampio movimento di pensiero che punta alla riduzione, ove possibile, dell’ospedalizzazione dei servizi di accompagnamento alla nascita – dicono da Palazzo –  In tal senso questa crescente domanda è coerente con il generale interesse pubblico alla riduzione della spesa per la sanità, a prestazioni invariate. Abbiamo quindi sposato il progetto sapendo che si sarebbe sviluppato nel tempo con sempre maggiori servizi. L’entusiasmo di questa novità sul nostro territorio si è ovviamente accompagnata al dispiacere delle irregolarità riscontrate, sulla cui verifica, chiariamo, non è chiamato il Comune.  Attendiamo che venga chiarito quanto sottolineato dai legali della CDM.

La confusione legislativa è profonda e temo che questo vuoto sia l’ulteriore brutta eredità di una Regione che nella scorsa legislatura sembra essersi occupata più delle vicende tristemente note che dei servizi e dei bisogni ai cittadini.  Ho intenzione di coinvolgere immediatamente la nuova amministrazione, che sappiamo essere sensibile a questi temi, e l’assessore Saitta perché anche il Piemonte possa, come altre Regioni, fare chiarezza sul tema, vista la presenza di altre case maternità analoghe, in altre province piemontesi, che svolgono regolarmente questa attività»

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