Foto d'archivio

IVREA – Riceviamo da Elisabetta Ballurio Teit, Presidente del Consiglio del Comune di Ivrea, la risposta all’ Appello alla Saggezza di alcuni eporediesi, risalente a febbraio (al quale aveva già risposto Viviamo Ivrea; leggi qui) . Pubblichiamo integralmente.

“Non risposi subito all’appello alla saggezza eporediese per stemperare una contrapposizione potenzialmente sterile. Il nodo da sciogliere che mi sta a cuore e che si sta dibattendo in Ivrea-elezione-Ballurio1Consiglio è: quanto le politiche culturali di Ivrea sono ancora indirizzate secondo dinamiche pubbliche? E quanto invece ormai vengono decise in contesti in cui il pubblico è mero spettatore? Se l’Assessorato alla Cultura dichiara di non avere risorse per le politiche culturali, anche solo per qualche centinaio di euro, ma di contro, grazie alla Guelpa si spendono 500.000 euro per la candidatura Unesco, è indubbio che rischi di formarsi un’Ivrea a due corsie, se il tutto non viene fatto in modo più che trasparente e politicamente condiviso. Con il pericolo da un lato di tagliare opportunità culturali o di aggregazione per qualche centinaia di euro e dall’altro di utilizzare risorse in modo un po’ disinvolto come accade a volte quando ci sono molte risorse e poco controllo. La maggior parte del costo che le candidature Unesco affrontano, per esempio, è dato dalla raccolta e dalla produzione di documenti che descrivono il valore del bene. Negli ultimi decenni, a Ivrea, ben prima di pensare alla Candidatura Unesco, si è raccolto, catalogato, indicizzato, pubblicato.

Appello alla Saggezza degli Eporediesi - clikka per ingrandire
Appello alla Saggezza degli Eporediesi – clikka per ingrandire

Utilizzare tutto questo materiale e appoggiarsi ai suoi estensori, ottimizzando in modo strutturale i costi della candidatura, avrebbe doppiamente valorizzato tutto il lavoro fatto e avrebbe liberato risorse da investire per la conservazione di quelle stesse architetture candidate all’Unesco, ma gia’ in precario stato di conservazione. O ancora. Davvero era fondamentale spendere soldi per sensibilizzare gli Eporediesi su una qualsiasi Candidatura che riguardi Olivetti? A me gli Eporediesi parevano gia’ abbastanza sensibili sul tema Olivetti, anche senza dover mettere mano al portafoglio (della signora Guelpa). I Consiglieri Comunali non vogliono decidere come spendere i denari del lascito Guelpa. Vorrebbero semplicemente sapere come gia’ stanno venendo di fatto spesi. E questo dal momento che sono le uniche risorse messe a sostegno delle politiche culturali della Citta’. che il Consiglio Comunale rappresenta. Per questo io penso che le politiche culturali debbano tornare al centro dell’attenzione politica cittadina, perchè sono la cifra di Ivrea, che ha incrociato la propria storia con Guttuso, Figini, Pollini, Spanzotti, Modigliani o Pasolini, Volponi, Pampaloni.

La Fondazione non deve trovarsi obtorto collo a fare mecenatismo culturale, con tutti i limiti poi tipici del mecenatismo. Piuttosto, Consiglio, Amministrazione e Fondazione Guelpa dovrebbero collaborare in modo più condiviso, rigoroso e trasparente e con una regia pubblica. Sciogliendo questo nodo io credo che anche per il Dott. Jalla, la cui presenza è di grande opportunità e lustro e a cui va tutta la mia stima, sara’ più semplice portare avanti il proprio lavoro. Le eccellenze le abbiamo, come dimostra la terza edizione della Grande Invasione, appena conclusa. Accanto al cartello in autostrada, da far rivivere, “Ivrea Citta dell’Informatica”, ne voglio vedere a breve un altro. “Ivrea, Citta’ della lettura”. Concludo col dire che nei prossimi giorni chiederò in modo formale al Consiglio Comunale di dedicare la Sala del Consiglio a Lucia Guelpa, una donna che lasciò ogni sua cosa terrena a tutti noi. Sarò un po’ fatta alla moda vecchia, ma ci tengo.”

Elisabetta Ballurio Teit

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