IVREA – Un progetto del Comune di Ivrea è stato selezionato dalla rete Europea e presentato a Bruxelles.

ivrea-municipioLa Rete Active Inclusion promossa dal National Offender Management Service, Agenzia del Ministero della Giustizia britannico, è un sistema che  mira a favorire il confronto tra più Stati su strategie adottate ed esperienze realizzate per l’inclusione di persone a rischio di emarginazione sociale, come, ad esempio, bambini di genitori carcerati, donne in difficoltà, tossicodipendenti, detenuti in uscita dal carcere.

I soggetti coinvolti nel progetto, organismi pubblici e privati di: Regno Unito, Germania, Belgio, Svezia, Grecia, Lituania, che insieme ai partner italiani (ISFOL, Regione Piemonte e Consorzio OPEN), costituiscono il nucleo della Rete  (Core Partners ) e compongono lo Steering Group, l’organo di gestione che ha il compito di supportare nella definizione, programmazione e monitoraggio delle attività e dei risultati conseguiti il capofila, cioè il National Offender Management Service che si è assunto l’onere di coordinare tutte le attività previste.
La Rete, rivolta ad Autorità di Gestione del Fondo sociale europeo (AdG Fse), organismi pubblici e privati che operano nel settore, è stata avviata a seguito del Bando emesso dalla Commissione europea, DG “Occupazione” nel giugno 2012, con l’intento di promuovere e sostenere le cosiddette reti di apprendimento finalizzate a implementare le azioni transnazionali durante la programmazione del Fondo Sociale Europeo 2007-2013.
Il primo obiettivo è di identificare misure e strategie, rivelatesi particolarmente efficaci, rivolte a “Giovani svantaggiati”, “Comunità emarginate” e “Famiglie in difficoltà” ”, in particolare sulle dimensioni dell’Innovazione, Trasferibilità, Apprendimento e modalità di Finanziamento.
L’obiettivo ultimo è quello di elaborare per la Commissione Europea, che gestisce il Fondo Sociale Europeo, raccomandazioni di politica tese a diffondere tali azioni innovative e, quindi, implementare le misure che sono risultate maggiormente efficaci nel contrastare l’esclusione sociale delle persone appartenenti ai target sopra citati.
Uno dei progetti selezionati dalla rete europea “Active Inclusion” ritenuto utile per il conseguimento di questi obiettivi è stato RE-START, finanziato dalla Compagnia di San Paolo e realizzato dalla Città di Ivrea, con la collaborazione di diversi partners locali sia pubblici che privati.
Il progetto è stato selezionato dagli esperti della rete come buona pratica a livello europeo e gli stessi hanno voluto analizzarlo e approfondirlo nel corso di un incontro transnazionale (peer review) dedicato al tema “Famiglie in difficoltà” che si è tenuto a Bruxelles nella sede nazionale belga del Fondo Sociale Europeo i giorni 13 e 14 novembre.
Nel corso di questa iniziativa è stato possibile per il rappresentante del Comune di Ivrea condividere con esperti provenienti da diversi paesi europei i risultati raggiunti e confrontarsi con i contenuti di analoghe progettazioni presentate in quella sede.
I progetti presentati all’incontro sono stati 10 e provenienti da Regno Unito, Polonia, Paesi Bassi, Irlanda, Lituania, Grecia, mentre il panel di esperti proveniva da Germania, Bulgaria, Italia, Slovenia, Regno Unito, Lituania.
Il progetto denominato RE-START, a significare una nuova partenza, è stato pensato come opportunità di armonizzare e integrare tutte le iniziative nell’ambito del settore penitenziario che da diversi anni si stavano realizzando sul territorio e all’interno della casa Circondariale di Ivrea.

Le azioni realizzate sono state suddivise in tre aree tematiche

– Miglioramento della qualità di vita in carcere: Sostegno della genitorialità ed Erogazione di un “kit prime necessità”;

– Promozione e educazione al lavoro e allo studio all’interno del carcere: Percorsi formativi/informativi e Laboratori di formazione/stage;

– Inserimento sociale e lavorativo di detenuti in uscita dal carcere: Tirocini formativi e di orientamento.

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