IVREA – La CGIL di Ivrea sta offrendo da alcuni anni tutela agli ex-dipendenti Olivetti (e non solo), colpiti da patologie asbesto-correlate; come ad esempio il caso di una lavoratrice, deceduta a causa dell’esposizione ad ingenti quantità di amianto (denominato tremolite). In questo caso viene garantita l’assistenza legale agli eredi.

 

Olivetti
Stabilmento Olivetti, Ivrea 1950 (Archivio Storico Olivetti, Fondo Olivetti)

In questi anni, alla Procura della Repubblica di Ivrea sono giunti nuovi casi di patologie asbesto-correlate che hanno colpito lavoratori della Olivetti.
L’Organizzazione sindacale insieme al Patronato INCA e alla FIOM si impegna a segnalare il manifestarsi di patologie benigne/maligne dovute all’ esposizione all’amianto come:

a) malattie professionali (quali tumori polmonari, vescicali, gastrici, laringei, mesoteliomi, etc.) che possono manifestarsi a distanza anche di molti anni dalla cessazione del rapporto di lavoro, creando un danno grave, quando non gravissimo, al lavoratore ormai in pensione e ai suoi familiari, arrivando anche a causarne la morte

b) presentare l’eventuale domanda di indennizzo economico o di rendita all’Inail, a seconda del grado di  invalidità riconosciuto, (il cui importo dipende dalla percentuale di invalidità che può variare dal 6% al 100%).

c) la richiesta di riconoscimento di rendita pensionistica, in caso di decesso, al coniuge supersitite.

d) nel caso di danno alla salute causato dalle condizioni ambientali lavorative a cui si é stati esposti per anni, oltre alle prestazioni Inail, rivendicano il  diritto ad un  risarcimento economico nei confronti del datore di lavoro responsabile.

«Al fine di facilitare l’individuazione di casi e persone eventualmente coinvolte, – spiega il  Sindacato – stiamo cercando di costruire una mappa delle lavorazioni negli stabilimenti Olivetti del Canavese che a partire dagli anni ’60 avrebbero potuto essere interessate dall’impiego di sostanze a base di amianto (quali, ad esempio lavorazioni che nell’utilizzo di parti in gomma di scorrimento, ammortizzamento ed insonorizzazione, comportavano l’impiego di un “talco” costituito da tremolite – composto a base di amianto -, o lavorazioni su ferobesto, impianti termici e isolamenti di strutture quali, ad esempio, soffitti.»

L’ Organizzazione Sindacale mette a disposizione tutte le sue strutture, per individuare e seguire negli eventuali sviluppi processuali i casi di patologie contratti appunto durante gli anni, anche attraverso un indirizzo e-mail : amianto.canavese@gmail.com