VENARIA – La Croce Reale di Venaria chiede alla Regione una revisione delle regole che disciplinano le convenzioni, poiché, il sistema di trasporto dei pazienti gestito dalle associazioni di volontariato sta attraversando una fase critica a causa dell’aumento dei costi operativi e con i rimborsi fermi da anni.
Negli ultimi mesi le spese sono cresciute in modo significativo, in particolare quelle legate ai carburanti. A questo si aggiungono costi che restano completamente a carico dei volontari, come l’additivo “Adblue” necessario per i mezzi, che ha raggiunto costi esponenziali.
Questa situazione, secondo la Croce Reale e altre associazioni di soccorso, non viene adeguatamente considerata nei rimborsi. Il modello attuale prevede che le organizzazioni anticipino tutte le spese e attendano diversi mesi prima di ricevere i pagamenti. I tempi medi superano spesso i tre mesi, trasformando le associazioni in una sorta di intermediari finanziari costretti a sostenere in anticipo ogni voce di costo. Questo meccanismo, nel tempo, è diventato sempre più pesante da gestire.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le procedure burocratiche per le convenzioni. Ogni anno le associazioni devono ripresentare l’intera documentazione e partecipare a un bando, sia per i servizi occasionali sia per quelli continuativi. Un processo che richiede tempo, risorse e una gestione amministrativa costante.
L’ultimo accordo quadro risale a due legislature fa, periodo in cui vennero ridotti i rimborsi. Da allora i costi sono aumentati, mentre le tariffe riconosciute sono rimaste immutate. Monica Maddaleno e Walter Candela, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Croce Reale di Venaria, hanno illustrato queste criticità all’Assessore Regionale Federico Riboldi e a Massimo D’Angelo, Direttore di Azienda Zero, ente con il quale vengono stipulate le convenzioni 118. Secondo quanto riferito, non ci sarebbe però l’intenzione di intervenire nell’immediato, rimandando eventuali modifiche almeno all’inizio della prossima legislatura regionale.
La sensazione diffusa è che si voglia riproporre un sistema basato su regole ormai datate, mentre molte realtà del volontariato continuano a operare in silenzio nonostante le difficoltà crescenti. Un problema che riguarda l’intero settore e che, senza un aggiornamento delle convenzioni, rischia di diventare sempre più critico.
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