BORGIALLO – Una gran folla si è stretta oggi, sabato 24 ottobre 2026, intorno al feretro di Gianfranco Morgando, 76 anni, a Borgiallo, per l’ultimo saluto.
La chiesa parrocchiale di San Nicolao Vescovo non è riuscita a contenere tutte le persone accorse per i funerali dell’ex parlamentare e direttore della Fondazione “Donat Cattin” di Torino. Accanto alla famiglia, erano presenti Franca Cargnello, Sindaco di Borgiallo; il Consigliere metropolitano e Sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza, numerosi amministratori del territorio, il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e i consiglieri regionali Alberto Avetta, Monica Canalis e Mauro Fava.
Attorno al loro dolore si è stretta un’intera comunità, consapevole del vuoto che la sua scomparsa porta con sé nel mondo politico locale e non solo. Durante la cerimonia, Stefano Lo Russo ha ricordato come, nel salutarlo, provasse una profonda tristezza unita a una grande gratitudine per la fiducia ricevuta, per ciò che Morgando gli aveva insegnato e per l’affetto dimostrato negli anni. Ha sottolineato che molti, come lui, avevano avuto la fortuna di incontrarlo e di crescere grazie al suo esempio, e che forse proprio questa capacità di lasciare tracce negli altri rappresentava il dono più prezioso che una persona potesse consegnare al mondo.
Nel corso delle esequie, celebrate da don Varghese Sheejan Joseph Kalathiparambil insieme al vescovo emerito di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, è stato ricordato come Morgando fosse considerato un maestro della cultura cattolico democratica. È stato descritto come un uomo capace di costruire la “civiltà dell’amore”, partito dal Canavese e arrivato prima in Regione e poi al Senato, e come una figura che aveva saputo entrare nel cuore delle persone, come dimostrava la grande partecipazione al funerale.
Il vescovo ha aggiunto che, con la morte di Morgando e quella di don Arnaldo Bigio, la diocesi si ritrovava più povera. Ha spiegato che la vita di Morgando rappresentava una testimonianza di come la politica potesse diventare profondamente umana quando radicata nell’amore. Lo ha definito un grande esponente del cattolicesimo democratico, legato alla sua terra canavesana, al Piemonte e all’Italia. Lo ha ricordato per il suo impegno politico sempre orientato alla ricerca della convergenza, mai dello scontro, per il suo modo di operare senza alzare la voce, cercando ogni volta di mediare.
Morgando lascia la moglie Carmen, il figlio Andrea con la sua famiglia, la sorella Teresina e il fratello Severino.





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