CASELLE – Aeroporto: audizione in Commissione Trasporti, Sagat fa chiarezza sulla fusione

I dati dello scalo torinese e i pareri politici

CASELLE – Si è tenuta ieri, mercoledì 14 ottobre 2026, l’audizione dell’Aeroporto di Torino dinanzi alla II Commissione Trasporti del Consiglio Regionale del Piemonte, presieduta dal Presidente Mauro Fava che ha fortemente voluto un incontro con i vertici della Società che gestisce lo scalo torinese in seguito alla notizia circolata nel mese di agosto riferita alla fusione tra Sagat e Sea. Sono stati, inoltre, illustrati i risultati gestionali, la crescita del network di voli, le ricadute economiche sul territorio e i programmi futuri di investimento definiti dal nuovo Master Plan.

“Ringrazio Sagat ed il suo Amministratore Delegato, Andrea Andorno per aver partecipato alla commissione odierna e per aver chiarito la posizione di Sagat riguardo alla notizia trapelata nei mesi scorsi che aveva creato parecchia preoccupazione alle istituzioni, agli imprenditori e alla comunità piemontese. – Ha dichiarato il Presidente della II Commissione Mauro Fava – Fin da subito mi sono impegnato affinché questo incontro chiarificatore potesse avvenire in tempi brevi e nella sede istituzionale che rappresento in Consiglio Regionale del Piemonte”.

Nel corso dell’audizione, l’Amministratore Delegato di Sagat, Andrea Andorno, ha voluto fare chiarezza in primis sulle indiscrezioni circolate nei mesi scorsi riguardo ai rapporti ed eventuali sinergie industriali con altri scali (tra cui SEA): l’AD ha ribadito che è allo studio una possibile aggregazione degli scali ma in chiave di opportunità per lo scalo torinese.

Durante l’audizione sono stati presentati i dati relativi all’Aeroporto Sandro Pertini: con l’approvazione da parte di ENAC del nuovo Master Plan al 2032, l’Aeroporto di Torino traccia una solida rotta di sviluppo grazie a un piano di investimenti complessivo da 114 milioni di euro, con un impegno costante di circa 10 milioni di euro all’anno. L’obiettivo è guidare l’infrastruttura verso un modello avanzato di smart energy hub, coniugando l’efficienza operativa alla transizione ecologica attraverso il potenziamento dell’impianto fotovoltaico, la realizzazione di nuovi loading bridge, la riqualificazione dei parcheggi e l’estensione delle stazioni di ricarica per la mobilità elettrica.

Le performance operative confermano il momento di straordinaria espansione dello scalo. Dopo aver abbattuto per la prima volta la soglia storica dei 5 milioni di passeggeri nel 2025 (pari a 5,01 milioni, +6,7% sull’anno precedente), Torino si attesta nei primi otto mesi del 2026 al vertice nazionale per tasso di crescita tra i grandi aeroporti italiani, segnando un +17,0% a fronte di una media nazionale del +5,4%. Un percorso trainato dal picco di marzo 2026, mese record di sempre con 519.000 passeggeri movimentati, e orientato a traguardare entro fine anno un incremento del +50% rispetto ai livelli pre-pandemici.

A sostegno di questo ritmo di crescita, la rete di collegamenti conosce un costante potenziamento. La stagione estiva 2026 ha visto 54 destinazioni attive su 64 rotte (+16,3% sull’estate 2025), mentre per la stagione invernale 2026/2027 il network raggiungerà le 62 destinazioni con 21 vettori e ben 93 rotte (+36,8% sul corrispondente periodo invernale). Lo scalo rafforza la propria centralità con l’apertura della nuova base Wizz Air, con l’ingresso del primo aeromobile a settembre 2026 e del secondo a ottobre per un totale di 23 rotte, e con il posizionamento del terzo aeromobile basato da parte di Ryanair, che porta a 40 il totale dei collegamenti attivati, oltre a 5 nuove rotte già annunciate per la Summer 2027.

L’avvio della connessione ferroviaria diretta nel gennaio 2024 ha impresso una svolta fondamentale nella raggiungibilità dell’aerostazione. In soli tre anni, la quota di viaggiatori che sceglie il treno per spostarsi da e per lo scalo è balzata dall’1% del 2023 al 23% stimato per il 2026, pari a oltre 1 milione di passeggeri. Un’integrazione efficace che collega direttamente l’infrastruttura aeroportuale in circa 30 minuti con il centro di Torino, la Venaria Reale, la stazione di Porta Susa per la rete ad alta velocità, la fiera del Lingotto fino al bacino turistico e vitivinicolo delle Langhe (Alba e Asti).

L’effetto volano generato dall’attività aeroportuale si traduce in un impatto complessivo sul territorio superiore ai 1,45 miliardi di euro tra PIL e attrattività e nel sostegno a oltre 24.000 posti di lavoro complessivi. Sul fronte occupazionale interno, il Gruppo SAGAT ha registrato un incremento del +32% del personale rispetto al 2019 (salendo a 455 addetti a settembre 2026), accompagnato dalla stabilizzazione a tempo indeterminato di 65 lavoratori (principalmente under 30) nel triennio 2024-2026 e con il traguardo di 500 occupati previsto nel 2027 (+10%).

I risultati ottenuti trovano conferma nei numerosi riconoscimenti internazionali e nazionali assegnati allo scalo: dall’assegnazione dell’Highly Commended agli ACI Europe Best Airport Awards 2026 nella categoria 5-10 milioni di passeggeri, alle doppiette agli ACI World ASQ Awards 2025 come “Airport with the Most Dedicated Staff in Europe” (per il terzo anno consecutivo) e “Cleanest Airport in Europe”, fino all’inclusione tra i “Leader della Sostenibilità 2026” (Sole 24 Ore/Statista) e al premio “La Migliore Energia II” dell’Unione Industriali Torino nella traiettoria verso il Net Zero 2040.

“L’incontro del Consiglio regionale con i vertici di Sagat ci ha fornito ulteriori elementi di conoscenza e di riflessione, – dichiarano Nadia Conticelli, Vicepresidente della II commissione trasporti e Consigliere Regionale PD e Alberto Avetta, Consigliere Regionale PD – ora attendiamo di confrontarci  sulla programmazione e l’indirizzo  politico che la giunta Cirio sta o non sta mettendo in campo per il sistema aeroportuale piemontese. 

L’audizione nella Commissione regionale dell’amministratore delegato di Sagat ha confermato la buona notizia di un trend positivo dell’aeroporto torinese, ma non ha fugato gli interrogativi rispetto alle ricadute strategiche ed economiche sul territorio piemontese dell’aggregazione, che potrebbe anche diventare fusione societaria,  con Sea, cioè gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa. N3l mese di agosto abbiamo presentato una interrogazione all’assessore Gabusi per saper quali interlocuzioni la giunta regionale stia mettendo in atto per garantire le migliori ricadute di sviluppo del territorio.”

“Dall’audizione – proseguono – è emerso come Cuneo Levaldigi,  che ad oggi registra un dato negativo, non sia assolutamente compresa nel piano di aggregazione. 

Il traguardo di quasi sei milioni di passeggeri del Sandro Pertini in una infrastruttura che che potrebbe ospitarne fino a dieci è un primo importante passo, raggiunto puntando sugli hub low cost, ad oggi Ryanair e Wizz Air.

L’aumento dei passeggeri in ingresso, soprattutto nella stagione della neve indica che la valorizzazione turistica del territorio è uno strumento importante di promozione dello scalo”. 

“Poco oltre il venti per cento dei passeggeri per raggiungere l’aeroporto usa il treno, che registra però una carenza in l’orario e nel fine settimana. – Concludono Conticelli e Avetta – Il raddoppio del costo del carburante oggi mette a rischio lo sviluppo del settore, e su questo fronte il Piemonte potrebbe valutare  la disapplicazione dell’addizionale comunale sui diritti di

imbarco dei passeggeri, già attuata dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Calabria.  Una addizionale comunale, dai 6,5 ai 9 euro,  caricata sul costo del biglietto, nata per misure di mitigazione del rumore nei comuni aeroportuali, ma ora per la maggior parte direzionata sulla fiscalità Inps. Anche su questo abbiamo presentato una interrogazione nel novembre del 2024 a cui non è mai stata data risposta.”

Roberto Ravello, Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale e Presidente della Commissione Bilancio, a margine dell’audizione, dichiara: “Auspichiamo che i percorsi di aggregazione attualmente al vaglio possano tradursi in una concreta opportunità di crescita per il nostro aeroporto, per il Piemonte e per l’intero Nord-Ovest. Caselle sta registrando numeri straordinari e siamo convinti che continuerà a crescere, forte dell’attrattività di un territorio che, per eccellenze industriali, turistiche, culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche, non ha nulla da invidiare alle realtà limitrofe. In questa prospettiva, non esiste alcuna ragione per cui gli interessi pubblici e quelli privati non possano coincidere, concorrendo a un progetto di sviluppo ambizioso e condiviso.

Detto ciò, resta un paradosso politico difficilmente accettabile: le istituzioni piemontesi sono di fatto relegate al ruolo di spettatrici su decisioni che riguardano una delle infrastrutture più strategiche del nostro territorio. Paghiamo oggi il prezzo delle scelte delle amministrazioni Fassino, Saitta, Chiamparino e Appendino, che hanno progressivamente dismesso, tra il 2012 e il 2018, l’intera partecipazione pubblica in Sagat, pari al 51%. Una stagione di miopia politica e amministrativa, nella quale si è sacrificato sull’altare di bilanci perennemente in affanno un patrimonio strategico, peraltro redditizio, privando il Piemonte non soltanto di quote societarie, ma soprattutto della possibilità di incidere direttamente sul proprio futuro”.

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