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IVREA / AOSTA – I messaggi di cordoglio per la scomparsa di Enzo Bianchi, tra i fondatori della Comunità di Bose

Monsignor Salera e il Presidente Renzo Testolin esprimono ammirazione per il cammino di Fratel Bianchi

IVREA / AOSTA – È scomparso all’età di 83 anni Enzo Bianchi, tra i protagonisti della fondazione della comunità monastica di Bose, nata nel 1965 nel Biellese. Negli ultimi anni faceva parte della fraternità monastica “Casa della Madia” ad Albiano d’Ivrea, realtà composta da uomini e donne che condividono in modo stabile vita quotidiana, lavoro e preghiera.

“La notizia della morte di fratel Enzo Bianchi ci ha raggiunti e fin da subito abbiamo voluto accompagnarlo affidandolo al Signore, a quel Dio che Enzo per una vita intera ha cercato e le cui ricchezze ha voluto condividere con tutti. – Dichiara il Vescovo di Ivrea, Monsignor Daniele Salera – Lo ricordiamo in particolar modo perché del Dio di Gesù Cristo ha voluto far conoscere l’infinita misericordia. La sua vita ha attraversato fin dal Concilio quella della Chiesa, universale ed italiana in particolare, dapprima a Bose e poi ad Albiano d’Ivrea. Gli scritti, le riflessioni sulla Parola di Dio e gli interventi sui temi della vita ecclesiale e della società civile, hanno suscitato attenzione e dibattiti nell’orizzonte della fede, della vita comunitaria e della presenza dei cristiani nel mondo; è stato da sempre attento alle domande esistenziali dell’uomo moderno. L’ecumenismo fu al centro del suo impegno e del suo attaccamento al Vangelo; nel suo percorso ha incontrato tante persone offrendo a ciascuno riflessioni, approfondimenti e stimoli allo stesso tempo costruttivi e critici. Ha proposto un modo nuovo di vivere la vita monastica alla ricerca della Verità. Di fronte alla conclusione del suo cammino terreno, ogni considerazione pur legittima deve lasciare spazio al mistero della persona umana e alla contemplazione del progetto di salvezza del Padre che, come Enzo sovente annunciava, non ha confini e soprattutto, non è determinata dai nostri meriti. Buon cammino, fratel Enzo: l’abbraccio del Padre Misericordioso ti sorprenda e ti accompagni.”

Un messaggio di cordoglio arriva anche dalla Giunta Regionale della Valle d’Aosta: “Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, a nome suo personale e della Giunta regionale, esprime il più profondo cordoglio per la morte di Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose e della Fraternità della Madia, scomparso oggi all’età di 83 anni. 

Grande estimatore della Valle d’Aosta, Enzo Bianchi aveva con la nostra regione un legame profondo, costruito nel corso degli anni attraverso numerosi incontri, iniziative culturali e momenti di confronto. Nel 2014 la Regione gli aveva conferito l’onorificenza di Amis de la Vallée d’Aoste, riconoscendo il particolare rapporto che aveva saputo instaurare con il territorio e con la comunità valdostana. 

Per diversi anni aveva presieduto e animato I Colloqui del Forte, la prestigiosa rassegna ospitata dal Forte di Bard, luogo nel quale aveva saputo portare personalità della cultura, del giornalismo, dello spettacolo e dell’imprenditoria, favorendo il dialogo e il confronto sui grandi temi della contemporaneità. Il suo rapporto con il Forte di Bard non era però soltanto legato alla dimensione culturale: Bianchi aveva colto nella fortezza, nella sua posizione e nel paesaggio alpino che la circonda, un luogo particolarmente adatto all’incontro, alla riflessione e alla ricerca di un senso condiviso. “

“Enzo Bianchi – sottolinea il Presidente Renzo Testolin – ha rappresentato una voce autorevole e originale nel panorama culturale e spirituale del nostro Paese, capace di parlare a credenti e non credenti e di fare del dialogo, dell’ascolto e dell’incontro tra le persone una cifra costante del proprio impegno. La Valle d’Aosta ha avuto il privilegio di conoscerlo e di ospitarlo in uno dei luoghi più simbolici del suo patrimonio, il Forte di Bard, che grazie anche alla sua presenza è diventato per anni un laboratorio di idee, di confronto e di apertura al mondo”. 

“Bianchi – prosegue Testolin – aveva riconosciuto nella montagna, nella pietra del Forte, nel cielo che sovrasta la Valle e nella bellezza del nostro paesaggio non soltanto degli elementi naturali, ma anche una dimensione capace di parlare all’uomo e di accompagnarlo nella ricerca di umanità, armonia e fraternità. Il conferimento dell’onorificenza di Amis de la Vallée d’Aoste aveva voluto riconoscere proprio questo legame speciale. Oggi, nel momento della sua scomparsa, la Valle d’Aosta lo ricorda con gratitudine e con affetto, consapevole di aver incontrato una personalità capace di lasciare una traccia importante anche nella nostra comunità”. 

La Giunta regionale esprime la propria vicinanza alla famiglia, alla Fraternità della Madia e a quanti, in questi anni, hanno condiviso con Enzo Bianchi un percorso di ricerca, di dialogo e di amicizia.

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