IVREA – Nella notte del 24 agosto 2026, la Casa Circondariale di Ivrea è stata nuovamente teatro di gravi criticità. Intorno alla mezzanotte, due detenuti stranieri, ristretti presso il terzo piano dell’istituto, hanno provocato il caos all’interno della sezione, appiccando un incendio all’interno della camera detentiva mediante l’utilizzo dei materassi e, successivamente, barricandosi nel bagno della stanza.
A causa del violento sviluppo di fumo, si è reso necessario evacuare l’intera sezione, facendo defluire i detenuti nei cortili passeggio.
Ancora una volta, il personale di Polizia Penitenziaria, nonostante la gravissima carenza di organico e condizioni di servizio sempre più difficili, è intervenuto con professionalità, coraggio e senso del dovere, riuscendo a domare l’incendio e a raggiungere i due detenuti che si erano barricati nel bagno, accompagnandoli successivamente presso l’infermeria.
Durante le operazioni, tre Agenti di Polizia Penitenziaria sono rimasti intossicati dal fumo e hanno dovuto ricorrere alle cure dell’Ospedale di Ivrea, dal quale sono stati dimessi con una prognosi di cinque giorni ciascuno.
Anche i detenuti che avevano manifestato sintomi respiratori sono stati sottoposti agli accertamenti sanitari del caso e, fortunatamente, sono risultati in buone condizioni.
“La situazione non è più sostenibile, – denuncia Leo Beneduci, Segretario Generale dell’OSAPP – Mentre due detenuti stranieri riescono a provocare una situazione di caos e a mettere a rischio l’incolumità del personale e degli altri detenuti, gli Agenti di Polizia Penitenziaria sono costretti a fronteggiare emergenze di questo tipo in condizioni di gravissima carenza di organico.
Abbiamo già chiesto l’intervento del VISAG del Provveditorato Regionale e dello SPRESAL per verificare le condizioni di lavoro e, in particolare, una situazione nella quale i turni di servizio arrivano fino a 16 ore consecutive.
Sedici ore consecutive di servizio sono un dato che deve far riflettere seriamente. Un operatore chiamato a garantire la sicurezza all’interno di un carcere deve essere nelle condizioni psicofisiche adeguate per poter intervenire in caso di emergenza. Non si può pretendere che la sicurezza venga garantita attraverso il sacrificio estremo degli Agenti.
Questa notte tre Agenti sono finiti in ospedale per un’intossicazione da fumo. È solo grazie alla professionalità e al senso del dovere del personale di Polizia Penitenziaria se una situazione potenzialmente drammatica non ha avuto conseguenze ancora più gravi.
La Casa Circondariale di Ivrea non può continuare a essere gestita facendo affidamento esclusivamente sulla disponibilità e sul sacrificio degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria.
La carenza di organico deve essere affrontata immediatamente. Servono più personale, turnazioni sostenibili e condizioni di lavoro realmente sicure.
Non è più possibile chiedere agli Agenti di garantire la sicurezza dell’istituto quando sono costretti a lavorare fino a sedici ore consecutive.
L’intervento del VISAG e dello SPRESAL è stato richiesto proprio perché riteniamo necessario fare piena chiarezza sulle condizioni di servizio e sulla tutela della salute dei lavoratori.
Prima che accada qualcosa di irreparabile, l’Amministrazione deve intervenire. Gli Agenti hanno già dato tutto”.
“Esprimo la mia più sincera vicinanza e solidarietà ai tre agenti della Polizia Penitenziaria rimasti intossicati dal fumo nel corso del grave episodio avvenuto all’interno della Casa circondariale di Ivrea. – Dichiara l’Onorevole Alessandro Giglio Vigna – Secondo quanto ricostruito, due detenuti stranieri avrebbero appiccato un incendio nella loro camera, al terzo piano dell’istituto, dando fuoco ai materassi per poi barricarsi nel bagno della cella. Il fumo ha rapidamente invaso la sezione, rendendo necessaria l’evacuazione di tutti i detenuti, trasferiti nei cortili destinati ai passeggi.
Sono intervenuti gli agenti della Polizia Penitenziaria che, nonostante le difficoltà operative e di organico, sono riusciti a spegnere le fiamme e a raggiungere i due detenuti barricati nel bagno, accompagnandoli successivamente in infermeria.
Durante le operazioni, tre agenti hanno respirato una quantità significativa di fumo e sono stati trasportati all’ospedale di Ivrea. Fortunatamente sono stati successivamente dimessi, con cinque giorni di prognosi ciascuno.
Ancora una volta gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria hanno dimostrato professionalità, coraggio e un altissimo senso del dovere, intervenendo in una situazione di grave pericolo per mettere in sicurezza la struttura e le persone presenti.
Quanto accaduto a Ivrea richiama però ancora una volta l’attenzione sulle difficili condizioni in cui quotidianamente opera il personale penitenziario. È necessario continuare a lavorare, come già sta facendo il governo, affinché chi garantisce ogni giorno la sicurezza all’interno dei nostri istituti possa farlo con organici adeguati, strumenti efficaci e condizioni di lavoro dignitose.
A loro va il mio ringraziamento più sentito, insieme all’augurio di una pronta e completa guarigione agli agenti coinvolti”.
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