CERESOLE – Tra le protagoniste del torneo dei rigori disputato sabato scorso, 8 agosto 2026, a Ceresole Reale ce n’era una davvero particolare: la Roschow, squadra composta da sei ragazzi… tutti con lo stesso cognome, Roscio.
Una curiosa coincidenza? Non proprio. Dietro quel nome di squadra e quella formazione c’è infatti una storia che affonda le radici nel calcio degli anni ’90 e 2000.
I genitori dei sei ragazzi, infatti, giocavano insieme nell’Atletico Jerener, affrontando i campionati di calcetto di quegli anni. A distanza di tempo, sono stati i loro figli a ritrovarsi sul campo, questa volta tutti insieme e sotto il curioso nome di “Roshow”.
Una sorta di passaggio di testimone tra generazioni, con il calcio a fare ancora una volta da filo conduttore.
E i Roshow non si sono limitati a strappare un sorriso per la loro particolare formazione: sono arrivati fino alla finale, conquistando un ottimo secondo posto nel torneo dei rigori.
Una storia fatta di sport, amicizia e legami familiari che dimostra come, a volte, il calcio sappia unire generazioni diverse e trasformare una semplice partita in una bella storia da raccontare.
Se negli anni ’90/2000 c’era l’Atletico Jerener, oggi a Ceresole Reale ci sono i Roshow. Il cognome è lo stesso, la passione per il calcio anche.

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