RIVARA – Torna l’appuntamento biennale con il Festival del Gelato Italiano, giunto alla quarta edizione. Per quattro giorni, dal 4 al 7 giugno 2026, nel parco di Villa Ogliani saranno presenti 13 maestri gelatieri provenienti da 10 regioni italiane (dalla Valle d’Aosta alla Basilicata), con gelati ai gusti inediti creati appositamente per l’evento, ciascuno costruito attorno a un ingrediente tipico del proprio territorio: dalla castagna affumicata dell’entroterra ligure al caffè dei pescatori di Fano, dal mosto cotto delle cantine umbre al latte delle asine allevate in Canavese.
Il festival è organizzato da Associainsieme ETS, con il Comune di Rivara e il maestro gelatiere Marco Nicolino di Rivarolo Canavese come direttore artistico, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, di Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e di ASCOM Confcommercio Torino e provincia .
Il gelato sarà il cuore del Festival: nel parco sarà possibile seguire passo dopo passo la produzione dei gelati e assaporare nuovi gusti, pensati sia per i più piccoli sia per i palati più curiosi. Un gusto sarà dedicato al sociale per l’ADMO, uno celebrerà gli 80 anni della Vespa con il raduno del Vespa Club, uno sarà creato dagli studenti dell’alberghiero di San Benigno e molte altre sorprese. Intorno al gelato simasterclass, show-cookingcco di dimostrazioni, masterclass, show-cooking e racconti che permetteranno di scoprire il lavoro e la passione che ogni giorno animano i Maestri Gelatieri, conoscere le loro tecniche e i retroscena del dolcissimo mondo del gelato.
Il Festival non è solo degustazione di gelati, ma anche grande valorizzazione del territorio. Il Parco ospita infatti il Villaggio del Canavese con la promozione dei suoi 16 Comuni cui si affiancano i Maestri del Gusto della Camera di commercio di Torino, le proposte artigianali ed enogastronomiche e un susseguirsi di eventi e iniziative che iniziano al mattino, con la colazione siciliana, e terminano con le passeggiate notturne nei boschi delle streghe. Anche le attività commerciali di Rivara partecipano, con aperture straordinarie durante il week end.
“Il Festival del Gelato di Rivara — ha dichiarato la presidente di ASCOM Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa — racconta il Canavese nel modo migliore: con garbo e con serietà, ma anche con quella fantasia e quella capacità di sorprendere che si ritrovano nella scelta delle proposte e delle innovazioni di ogni edizione. Questo territorio ha molto da dire, e lo dice bene. Non è un caso che sempre più turisti lo scoprano e tornino: il Canavese sa accogliere con autenticità, offrire esperienze genuine, mettere in tavola — o in questo caso in coppetta — il meglio di sé”.
“Per quattro giorni il nostro paese— ha sottolineato il sindaco di Rivara Maurizio Giacoletto — diventa un palcoscenico del gelato italiano. Siamo orgogliosi di ospitare un evento che ci consente di promuovere Rivara e il nostro Canavese: il centro storico con visite guidate, le nostre tradizioni enogastronomiche e non solo. Vi aspettiamo numerosi per assaggiare, condividere e scoprire insieme Rivara e il suo territorio con una coppetta di gelato in mano”.
Il gelato artigianale rappresenta un comparto in crescita nell’agroalimentare italiano. Secondo le elaborazioni presentate al Sigep di Rimini nel 2025 il settore ha fatturato oltre 3 miliardi di euro, con una previsione di crescita ulteriore nel 2026, fino al 3,5%. Confcommercio stima in oltre 90.000 gli addetti e 39.000 gli esercizi che producono o vendono gelato artigianale in Italia — 9.300 gelaterie, 12.000 pasticcerie, 18.000 bar — per un totale 600 milioni di porzioni vendute nel solo 2024.
Il Piemonte vanta circa 800 laboratori di gelateria, di cui 600 artigianali, che impiegano più di 19 mila addetti, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro.
Il tema conduttore dell’edizione 2026 è il territorio come ingrediente. Ogni maestro gelatiere non porta semplicemente un gusto: porta una storia di luogo. Guido Cortese (Liguria) lavora la castagna affumicata di Osiglia, un borgo di 350 abitanti dell’entroterra savonese dove sopravvive l’antico seccatoio tradizionale. Ercole Baldelli (Marche) trasforma in gelato la Moretta Fanese, il caffè corretto dei pescatori del porto di Fano, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Simone Belia (Umbria) usa il mosto cotto delle cantine umbre. Giancarlo Gamarra porta a Rivara il gelato al latte d’asina di Asilait — San Benigno Canavese: tra tutti i latti animali il più simile al latte materno umano, prodotto da animali allevati a pochi chilometri dal festival.
“Per noi di Associainsieme – ha commentato il presidente di Associainsime di Rivara, Luciano Gays, organizzatore della manifestazione – il Festival del Gelato Italiano è molto più di un evento: è un progetto culturale e comunitario che unisce territori, professionisti e famiglie. La nostra vera forza sono le molte decine di volontari che, insieme ai maestri gelatieri, alle istituzioni e alle realtà del territorio, rendono possibile un appuntamento di questa portata. Ogni edizione nasce dal lavoro condiviso di una comunità che crede nel valore dell’accoglienza e nella capacità del Canavese di raccontarsi con autenticità. Rivara apre le porte al Canavese e all’Italia intera, mostrando come anche un piccolo paese possa diventare un punto di riferimento nazionale quando mette al centro qualità, collaborazione e rispetto per il territorio.”
Tra le novità più attese dell’edizione 2026 la Merenda Sinoira Canavesana, proposta per la prima volta come momento ufficiale del festival: un cestino di specialità piemontesi — salame, acciughe al verde, toma, giardiniera, crostata — da gustare ai tavoli all’ombra del parco, con un calice di vino dei giovani vignaioli ‘Condio’ in abbinamento. Due versioni, classica e vegetariana, a 18 o 23 euro. Un’esperienza che porta direttamente a tavola la tradizione contadina del Canavese, a pochi passi dagli stand dei maestri gelatieri.
Giovedì 4 giugno, il Festival si apre con la Cena Gourmet al Circolo Amici del Mulino: sette portate, ciascuna abbinata a un gelato gastronomico di Marco Nicolino, realizzate da sei chef del Canavese. Conduce il foodteller Fabio Bongiorni; la nutrizionista Simona Reordino illustra l’equilibrio di ogni portata.
“Ogni edizione, ma in particolare quest’anno – ha evidenziato il direttore artistico del Festival, Marco Nicolino, della gelateria Buono e Sano di Rivarolo – mi sorprende per la passione e il piacere della condivisione dei gelatieri che partecipano al Festival. Vengono da tutta Italia e con grande generosità lasciano per molti giorni i loro laboratori. Oggi, con la carenza di personale che affligge il settore, non è affatto scontato. Giovani alle prime esperienze e veterani con decenni di esperienza, insieme, per condividere tecniche e passione. Quest’anno sono davvero orgoglioso di avere con noi anche un docente dell’istituto alberghiero CNOS-FAP di San Benigno che, insieme ai suoi ragazzi, ha creato un gusto appositamente per il festival: per me la formazione delle nuove generazioni è un valore irrinunciabile”.
Il programma delle quattro giornate include, oltre alla distribuzione dei gelati dei maestri, iniziative quali le visite guidate gratuite di Rivara, Gelatolandia (area bambini 4–14 anni con laboratori e attestato da Apprendista Gelatiere), talk-show e masterclass nella tensostruttura, la camminata notturna “Nei Boschi delle Streghe” con visita alla Chiesa di San Giovanni Decollato e la sua infiorata, la Masterclass Vermouth Ducale trasformato in gelato (domenica 7 giugno), e spettacoli musicali serali — tra cui la Soundtruck Movie Music Movin’ Band (sabato) e il concerto bandistico “La mia banda suona il pop!” (domenica). Un occhio di riguardo per la formazione, con il coinvolgimento degli studenti dell’istituto alberghiero di San Benigno che creeranno un gusto di gelato, che sarà in vendita durante il Festival e i 220 bambini delle scuole locali che scoprono il mondo della gelateria artigianale.
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