IVREA – Dopo aver tentato di aggredire il personale sanitario del pronto soccorso di Cuorgnè, lunedì sera lo stesso paziente ha seminato panico in Medicina ad Ivrea. Erano le 21 circa, quando il paziente ha rotto il vetro di una finestra della stanza dove era ricoverato da alcuni giorni al 4 piano del nosocomio Eporediese, creando panico e scompiglio.
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L’ assurdo è che già nei giorni precedenti lo stesso paziente giunto in pronto soccorso a Cuorgnè aveva tentato di aggredire il personale sanitario e si è dovuti ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine. Successivamente era stato trasferito ad Ivrea per una consulenza, ma anziché essere ricoverato presso il reparto di psichiatria o comunque in un ambiente protetto, è stato destinato presso il reparto di medicina generale che conta 44 posti letto.
“Quanto è accaduto l’altro ieri sera – commenta Giuseppe Summa – è di una gravità inaudita. Prima o poi qui si rischia che ci scappi il morto. Non comprendiamo come sia possibile che un paziente altamente aggressivo venga ricoverato in un reparto di medicina generale, dove la carenza di personale la fa da padrone ormai da diverso tempo. Per fortuna grazie alla capacità del personale presente in turno la situazione non è degenerata, ma il rischio per gli altri pazienti e per gli stessi operatori è stato elevatissimo.”
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“Altri tre pazienti presenti in quella stanza resa inagibile, – prosegue Summa – sono stati trasferiti presso altri reparti. Il reparto di Medicina di Ivrea è una realtà difficilissima dove gli operatori presenti si stanno facendo quotidianamente in quattro per mandare avanti il servizio , nonostante da mesi attendono invano più personale. E a peggiorare la situazione si è messo di mezzo anche l’iperafflusso. Inoltre di notte sono presenti solo due infermieri e un OSS per 44 pazienti. È una vergogna – prosegue Giuseppe Summa – Di questo passo porteremo tutto in Procura. Il personale è stanco e stufo di lavorare in condizioni simili e la Direzione non è assolutamente attenta e sensibile alla problematica più volte denunciata.”
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Sulla questione interviene anche il Segretario Regionale Nursind Piemonte Francesco Coppolella: “Il fenomeno delle aggressioni al personale nei luoghi più a rischio come il pronto soccorso, ma anche i reparti di degenza sta evolvendo spaventosamente e pericolosamente. Certi luoghi di cura – conclude Coppolella – sono diventati zona franca. Bisogna intraprendere interventi legislativi urgenti oltre a prevedere posti di polizia o personale addetto alla sicurezza nei luoghi più a rischio. Ricordiamo che le aziende sono responsabili della sicurezza del personale e non si può far finta ancora di nulla.”
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