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VOLPIANO – Alessandro Filippone 11 anni, rappresenta l’Italia ai Mondiali Pokémon negli Stati Uniti

Il giovane volpianese è stato premiato dalla Città

VOLPIANO – Il sindaco Giovanni Panichelli ha consegnato una pergamena al giovane volpianese che ha rappresentato l’Italia a San Francisco. Al suo fianco la famiglia che lo accompagna e lo sostiene in un’avventura fatta di passione, strategia e competizioni internazionali.

Un riconoscimento della comunità a un giovanissimo concittadino capace, a soli 11 anni, di portare il nome di Volpiano fino agli Stati Uniti. Nella serata di lunedì 13 settembre 2026, nella Sala del Sindaco del Municipio di Volpiano, il sindaco Giovanni Panichelli ha consegnato una pergamena ad Alessandro Filippone, che ha rappresentato l’Italia a San Francisco, in California, al Campionato Mondiale Pokémon.

Ad accompagnare Alessandro in Municipio c’era anche quella famiglia che, fin dall’inizio, lo segue e lo sostiene in questa particolare avventura: la mamma Valeria, il papà Marco, la sorellina Laura, insieme ai nonni, agli zii e ai cugini. Una presenza numerosa e affettuosa che ha reso ancora più significativo il momento della consegna della pergamena e che racconta quanto il percorso del giovane giocatore sia diventato un’esperienza condivisa da tutta la famiglia.

Un momento semplice ma significativo, voluto dall’Amministrazione comunale per riconoscere il percorso compiuto da Alessandro, che attraverso il gioco di carte collezionabili Pokémon ha raggiunto una competizione di livello mondiale, confrontandosi con giovani giocatori provenienti da numerosi Paesi.

La passione di Alessandro è nata quasi per caso. Dopo aver visto alcuni mazzi Pokémon, ha iniziato a giocare con i genitori. Successivamente l’incontro con il mondo competitivo, grazie anche alla presenza di un maestro nella fumetteria del territorio e alla scoperta della Lega dedicata al gioco, ha trasformato una curiosità in un impegno sempre più serio.

Da allora sono arrivati allenamenti, tornei e trasferte. Alessandro frequenta e si allena alla Lega a Grugliasco, dove può confrontarsi con altri appassionati e affinare le proprie strategie. Il percorso agonistico lo ha portato a partecipare a competizioni regionali e internazionali, fino alla qualificazione per il prestigioso appuntamento mondiale negli Stati Uniti.

Dietro le carte colorate c’è infatti molto più di quanto possa apparire. Il gioco competitivo richiede logica, memoria, capacità di calcolo, strategia, pazienza e una forte concentrazione. Durante le competizioni internazionali le giornate possono arrivare a diverse ore di gioco e ogni sfida impone di conoscere non soltanto il proprio mazzo, ma anche di interpretare le mosse dell’avversario e adattare rapidamente la strategia.

Una disciplina che, per alcuni aspetti, può essere accostata agli scacchi proprio per il peso della componente strategica e per la capacità di prevedere le mosse dell’avversario.

L’esperienza di San Francisco ha rappresentato per Alessandro anche un’importante prova personale. L’emozione di trovarsi per la prima volta a un Campionato Mondiale si è fatta sentire, come lui stesso ha raccontato ricordando l’atmosfera, l’allestimento della manifestazione e l’impatto con una competizione di quelle dimensioni.

Fondamentale in tutto questo percorso è il sostegno della famiglia. Mamma Valeria e papà Marco lo accompagnano nelle trasferte, mentre attorno ad Alessandro si è creata una vera squadra familiare, con la sorellina Laura, i nonni, gli zii e i cugini pronti a fare il tifo per lui. Un’avventura che ha permesso alla famiglia anche di viaggiare, conoscere nuove città e vivere insieme esperienze che vanno ben oltre il risultato di una partita.

Il viaggio negli Stati Uniti, infatti, non rappresenta un punto di arrivo. Il calendario di Alessandro guarda già alle prossime competizioni europee, con nuovi appuntamenti internazionali, a partire da Francoforte, e con altre possibili trasferte a Nizza, Stoccarda e Londra.

Il gioco sta diventando così anche una particolare scuola di vita: insegna a gestire vittorie e sconfitte, mantenere la concentrazione per molte ore, confrontarsi con persone provenienti da altri Paesi e utilizzare l’inglese in un contesto internazionale.

Alessandro, intanto, ha appena iniziato la scuola media e continua a coltivare contemporaneamente studio e passione. E quando gli viene chiesto cosa vorrebbe fare da grande, la risposta guarda in una direzione diversa dal mondo delle carte: vorrebbe diventare professore.

La pergamena consegnata dal sindaco Giovanni Panichelli vuole quindi essere non soltanto un riconoscimento per il risultato ottenuto, ma anche un incoraggiamento a continuare un percorso fatto di impegno, curiosità, capacità di mettersi alla prova e confronto con gli altri.

Per Volpiano, la partecipazione di un ragazzo di appena 11 anni a una competizione mondiale rappresenta orgoglio per Volpiano e soprattutto una bella storia della comunità: quella di una passione nata sul territorio, cresciuta grazie all’impegno di Alessandro e sostenuta da una famiglia che ha scelto di accompagnarlo, tutti insieme, in un’avventura arrivata, carta dopo carta, fino dall’altra parte dell’Oceano.

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