TORINO – Trenta posti di lavoro a rischio nella sede torinese di Innovaway Spa. L’azienda, attiva a livello nazionale nei servizi IT, ha comunicato un possibile esubero che coinvolgerebbe una parte significativa del personale impiegato nel capoluogo piemontese.
Nella sede di Torino lavorano complessivamente circa 160 dipendenti, in larga parte impegnati su attività legate alle commesse di Intesa Sanpaolo. Una dipendenza che negli anni non è stata compensata da nuove opportunità: nei sei anni successivi all’acquisizione dei lavoratori provenienti da Olisistem Start, già segnati allora da una fase di incertezza occupazionale, non si è registrata una reale diversificazione delle attività sul territorio.
A oggi sono 30 i lavoratori, per la maggior parte donne e con oltre 15 anni di esperienza nella gestione dei clienti business della banca, a trovarsi di fronte al rischio concreto di licenziamento. Alla base della situazione c’è la perdita della commessa principale, affidata a Engineering, a sua volta interessata da un contratto di solidarietà, e da anni subappaltata a Innovaway.
Il quadro è reso ancora più critico dal progressivo calo dei volumi legati ai servizi di Help Desk e alle attività per Intesa Sanpaolo, che ha già comportato circa 30 mesi di ammortizzatori sociali. Oggi restano soltanto sei mesi di copertura residua: una volta esauriti, l’impatto sull’occupazione potrebbe estendersi ulteriormente.
Le possibilità di ricollocazione interna appaiono limitate. I servizi attualmente attivi risultano già ridimensionati e non si intravedono nuove commesse in grado di assorbire il personale in esubero. Il timore, sempre più concreto, è quello di un progressivo svuotamento dell’intero sito torinese.
I sindacati Fim-Cisl e la RSU chiedono un intervento immediato e una presa di responsabilità da parte del committente principale. L’obiettivo è individuare una soluzione che garantisca la continuità occupazionale e valorizzi le competenze presenti sul territorio, anche sulla scia di quanto avvenuto recentemente nella vertenza Numero Blu.
Le organizzazioni sindacali annunciano inoltre l’intenzione di coinvolgere le istituzioni, a partire dalla richiesta di un incontro in Regione Piemonte per aprire un confronto tra tutte le parti interessate.
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