CHIAVERANO – Le due mozioni avanzate dal gruppo di minoranza del Comune di Chiaverano, ChiaveranoCheVorresti guidato da Enrico Ponzetto e discusse nell’ultima seduta di consiglio del 2025, sono state respinte. La richiesta del gruppo era quella di poter ottenere ulteriori momenti di confronto e discussione, tramite l’istituzione di due commissioni consiliari: una sul Bilancio e una sull’Urbanistica e Lavori Pubblici.
“Riteniamo importante richiamare alcuni passaggi centrali delle due mozioni – spiegano da ChiaveranoCheVorresti – nei quali si evidenziava come: ‘Preso atto che sia la Maggioranza che la Minoranza Consiliare hanno espresso, nei rispettivi programmi, l’intenzione di affrontare tali interventi per soddisfare la necessità della popolazione e sviluppare il futuro della nostra Comunità.
Ritenuto che sia responsabilità non solo della Giunta, ma anche di tutti i Consiglieri eletti, garantire la qualità e l’efficacia degli interventi in risposta alle esigenze della popolazione.
Considerato che Maggioranza e Minoranza rappresentano e si fanno carico di diverse sensibilità ed esigenze della Cittadinanza e ritenuto che sia quanto mai necessario un confronto tra le parti politiche, in aggiunta a quanto già avviene in sede di Consiglio Comunale, per la definizione degli indirizzi di pianificazione e progettazione delle azioni di governo nei diversi ambiti di competenza, migliorando la qualità delle decisioni e rafforzando la trasparenza amministrativa.’
Nonostante queste premesse, la maggioranza ha votato contro, affossando entrambe le proposte.
Da parte nostra abbiamo ribadito, come si può evincere dai trascorsi dell’ultimo anno e mezzo di legislatura, di aver sempre assunto un atteggiamento costruttivo e coerente. Allo stesso modo pensavamo che anche la maggioranza avesse intenzione di mantenere la propria posizione di apertura, dichiarata fin dall’inizio. Ma invece, durante il dibattito, le nostre proposte sono state strumentalizzate ricorrendo ad argomentazioni pretestuose come il presunto aggravio sul personale comunale già oberato dalla normale amministrazione. Siamo stati inoltre accusati di voler usare ogni mezzo possibile per attaccare e strumentalizzare ogni azione della maggioranza.”
E aggiungono: “Abbiamo spiegato con chiarezza che non vi sarebbe alcun aggravio burocratico, poiché le commissioni proposte hanno natura esclusivamente politica e consultiva, coinvolgendo unicamente i consiglieri. Inoltre non richiedono la preparazione di nuovi regolamenti, essendo già disciplinate da quello vigente. Tuttavia, dalla discussione è emersa una chiara resistenza a formalizzare il confronto tra le parti, come avverrebbe attraverso la redazione dei verbali delle commissioni. Pare ci considerino più “cattivi” di quello che siamo nella realtà. Le nostre posizioni sono sempre state oggettive e mai tendenziose. Coerentemente con questo spirito, abbiamo presenziato al resto del Consiglio comunale votando le delibere necessarie. L’istituzione delle commissioni non sarebbe stata un ostacolo all’azione di governo, bensì un arricchimento, uno strumento in grado di integrarsi organicamente con il lavoro della maggioranza. Al contrario, affidando il confronto esclusivamente ai canali informali, come è dichiaratamente preferito, rischia di scollegare le proposte dalla programmazione di governo, aumentando l’inefficienza”.
“Per l’ennesima volta – concludono – ci viene ripetuto che l’amministrazione garantisce piena trasparenza, accompagnando questa affermazione con inviti del tipo: “chiamateci se volete sapere” o “chiamateci se avete proposte”. Tuttavia, il rifiuto di istituire commissioni ufficiali e la scelta di rifugiarsi in modalità informali di confronto lasciano intendere la volontà di evitare un confronto tracciabile, che implicherebbe anche il riconoscimento dei contributi ricevuti e la piena esposizione delle scelte compiute. Nei fatti, ciò azzera la trasparenza sui processi decisionali che portano alle azioni di governo.”
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