lunedì 4 Marzo 2024

Direttore Responsabile: Magda Bersini

spot_img

redazione@obiettivonews.it - 342.8644960

LOMBARDORE – A lezione di Prima Guerra Mondiale

In occasione del 4 novembre Matteo Papagni ha incontrato i giovani studenti lombardoresi spiegando loro, in maniera semplice, alcuni punti salienti del primo conflitto mondiale, un conflitto completamente diverso dalle guerre di fine Ottocento

LEGGI LE ALTRE NOTIZIE DI:
- Advertisement -

LOMBARDORE – Una vera passione per la storia, quella di Matteo Papagni. Che però, da sola, non sarebbe bastata per permettergli di passare di scuola in scuola, in occasione delle date salienti che hanno fatto la storia del nostro Paese, per spiegare ai giovanissimi studenti cosa quelle date significhino. Per raggiungere quel risultato è stato necessario aggiungere alla passione la capacità di raccontare con parole semplici periodi difficili, di aggirare le parti più drammatiche di quei drammatici momenti, di smussare angoli troppo cruenti da spiegare, di coinvolgere una platea di bambini e bambine la cui attenzione spesso non è facile da ottenere.

Papagni, così come è stato in occasione della Giornata della Memoria e del 25 Aprile, ha incontrato i giovani studenti lombardoresi anche per il 4 Novembre: «Essendo un argomento storico molto complesso, ho colto l’occasione per spiegare in maniera semplice alcuni punti salienti del primo conflitto mondiale, un conflitto completamente diverso dalle guerre di fine Ottocento, e che avrebbe purtroppo provocato milioni di morti tra i soldati e la popolazione civile – spiega – In particolare mi sono concentrato su tre punti fondamentali: l’entrata in guerra dell’Italia, la sconfitta di Caporetto e il riscatto con la battaglia finale di Vittorio Veneto».

E allora il racconto si è dipanato sulle vite, disumane, dei soldati dentro le trincee, considerati come pedine da spostare, e sacrificare, su una carta geografica, ma anche sui mezzi di comunicazione dell’epoca (giornali, lettere dei soldati al fronte alle loro famiglie, bollettini di guerra) o sulla tregua di Natale, quando i soldati, stufi della vita di trincea, avevano deciso un cessate il fuori spontaneo nel Natale del 1914, per scambiare auguri e regali con i nemici. Il tutto con lo stile di Papagni, quasi un marchio di fabbrica. Uno stile fatto di precisione, equilibrio, puntualità storica, senza messaggi che possono confondere il giovanissimo pubblico ma con una narrazione che permette al pubblico stesso di avere le idee più chiare su capitoli importanti della storia italiana.

© Riproduzione riservata

Per restare sempre informato, iscriviti ai nostri canali gratuiti: la newsletter di WhatsApp per le notizie di Cronaca (per iscriverti invia un WhatsApp con scritto NEWS ON al 342.8644960); iscriviti al nostro canale Telegram (ObiettivoNews); oppure, da oggi, puoi anche iscriverti al nostro nuovo canale WhatsApp (https://whatsapp.com/channel/0029Va9vIQO30LKS6x1jWN14con le notizie selezionate dalla nostra redazione.

------------------------------------------
------------------------------------------
------------------------------------------
------------------------------------------

Ultim'ora

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img