sabato 3 Dicembre 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

BRANDIZZO – Progettato l’ampliamento della scuola dell’infanzia Pajetta-Andersen (FOTO)

L'investimento è pari a 411mila euro

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BRANDIZZO – Comporterà un investimento di 411.000 euro per le casse comunali di Brandizzo l’ampliamento dell’asilo nido e della scuola per l’infanzia “Pajetta-Andersen”, che prevede la realizzazione di un padiglione aggiuntivo per la refezione scolastica aderente all’edificio esistente. Il progetto, elaborato dai tecnici della Direzione Azioni integrate con gli Enti locali della Città Metropolitana di Torino, consentirà di recuperare il locale attualmente utilizzato per la refezione, aumentando gli spazi a disposizione dell’asilo nido. L’ufficio tecnico comunale aveva predisposto nel 2015 un primo studio di fattibilità, integrato dal progetto di fattibilità tecnica ed economica della Città Metropolitana.

I progettisti della Città Metropolitana si sono confrontati con l’amministrazione e con l’ufficio tecnico comunali, per definire le esigenze, i vincoli, le potenziali interferenze e le disponibilità nel corso di sopralluoghi, rilievi strumentali dell’area e del fabbricato esistente.

L’area di intervento è di proprietà comunale ed è compresa nel lotto di pertinenza della scuola “Pajetta-Andersen”, all’incrocio tra le vie Cena e Morandi, da cui si accede all’ingresso principale del fabbricato scolastico. La scuola fa capo all’Istituto comprensivo “Brandizzo Rodari” e, insieme alla scuola dell’infanzia “Montessori” di recente realizzazione, assolve alle funzioni territoriali di asilo nido comunale e scuola dell’infanzia statale.

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica prevede un ampliamento, al fine di realizzare un nuovo locale mensa in grado di accogliere 75 bambini della scuola dell’infanzia. L’amministrazione comunale ha chiesto ai tecnici della direzione Azioni integrate con gli Enti locali di progettare un corpo di fabbrica scolastico sostenibile dal punto di vista ambientale, energeticamente efficiente, realizzato con materiali naturali, adatto all’utilizzo delle energie rinnovabili, confortevole e sostenibile dal punto di vista economico.

Il lotto scolastico ha un’estensione complessiva di 3.426 metri quadrati e ospita tre sezioni di scuola dell’infanzia per un totale di 75 bambini e una sezione di nido comunale con 30 bimbi. L’ampliamento in progetto si articola su un unico livello fuori terra, così come la struttura esistente. L’orientamento est-sud-ovest consente di sfruttare al meglio l’esposizione solare per l’illuminazione naturale e il comfort termico. Il collegamento mette in comunicazione la struttura esistente con la nuova sala refezione e consente di dotare la scuola dell’infanzia di un possibile ingresso separato rispetto al nido, oltre ad assolvere la funzione di via di fuga in caso di emergenza.

Lo spazio refettorio dovrà essere dotato di tutti gli impianti necessari al suo funzionamento e di una zona con lavabi. La verifica sommaria degli spazi esistenti e il riferimento agli standard normativi non consentono di prevedere un incremento del numero degli iscritti per entrambe le scuole.

La struttura spaziale e volumetrica in ampliamento è stata pensata come indipendente e si affiancherà lateralmente a quella esistente, con un corpo di fabbrica che ne consente il collegamento. Il blocco di collegamento consentirà anche la realizzazione di un altro ingresso alla scuola, indipendente e utile per separare il flusso degli alunni dei due ordini scolastici. Le sistemazioni delle aree esterne interesseranno principalmente lo spazio circostante il nuovo ampliamento, in gran parte mantenuto a verde per il gioco, realizzando un camminamento, pavimentato con materiali drenanti, dal cancello all’ingresso del collegamento. Tutti gli alberi e gli arbusti esistenti verranno per quanto possibile mantenuti.

L’ipotesi progettuale prevede quindi di costruire un nuovo corpo di fabbrica a consumo energetico molto basso, qualificando l’intervento alla migliore classe energetica raggiungibile, attraverso l’utilizzo di tipologie di tamponamento a bassissima trasmittanza termica, la riduzione delle dispersioni per ventilazione, l’attenzione all’orientamento e l’uso di fonti energetiche rinnovabili. Il progetto è pensato per rispondere al meglio ai requisiti valutati nell’ambito del Protocollo Itaca della Regione Piemonte e del Protocollo Itaca nazionale per la destinazione d’uso. I criteri tenuti presenti vanno dalla qualità del sito all’energia rinnovabile utilizzata, dall’utilizzo di materiali eco-compatibili a quello dell’acqua piovana recuperata, dalla riduzione o annullamento delle emissioni di anidride carbonica al benessere visivo, termo-igrometrico e acustico. In particolare, il corretto orientamento dell’edificio assicura un ampio affaccio sufficientemente vetrato verso sud e verso est, che consentirà di sfruttare l’irraggiamento solare passivo in inverno e di illuminare correttamente l’ambiente nei mesi estivi, evitando il surriscaldamento grazie a vetri basso-emissivi e selettivi, eventuali frangisole e pensiline. Le finestre del locale mensa saranno esposte verso est, sud e verso ovest, mentre il collegamento si affaccerà sul fronte ad est.

Per la sala refettorio sono previste anche due finestre per tetti inclinati del tipo velux, apribili elettricamente, in modo tale da contribuire a creare una sovrapressione e agevolare la ventilazione naturale del locale, riducendo l’aria insalubre e il calore in eccesso durante i mesi più caldi. Nel corridoio di collegamento è prevista una finestra per tetti piani del tipo velux non apribile, che contribuirà a migliorare l’apporto di luce naturale anche per il locale polivalente.

Il corpo di fabbrica in ampliamento da realizzare, seppure adiacente all’esistente, è progettato come indipendente e disgiunto. Si dovrà quindi prevedere un giunto strutturale, che separerà fisicamente i due corpi di fabbrica.

La struttura in elevazione sarà di tipo prefabbricato in legno, con pannello multistrato XLAM (o eventualmente a telaio), rivestito all’esterno da uno strato in lana di roccia con finitura ad intonaco e all’interno con una contro-parete con una struttura metallica di supporto, uno strato di isolante in lana di roccia e pannelli in fibra di legno e cemento. Anche il solaio di copertura sarà realizzato con pannelli XLAM e pacchetto isolante ed insonorizzante.

La possibilità di realizzare l’edificio con una tipologia costruttiva prefabbricata in legno consente di ridurre le tempistiche del cantiere, senza però ridurre le prestazioni complessive dell’edificio, ma anzi migliorando la risposta ad eventi sismici, grazie alla sua flessibilità e leggerezza, ad elevate prestazioni termiche e in termini di salubrità degli spazi interni, utilizzando un materiale naturale e proveniente da fonti primarie rinnovabili.

Dal punto di vista impiantistico, si prevede per l’ampliamento l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili per la copertura dei consumi di calore e di elettricità, secondo i principi minimi di integrazione, in ossequio alla normativa nazionale e regionale sull’utilizzo delle fonti rinnovabili. Tutto questo anche se il volume lordo in ampliamento climatizzato è inferiore al 15% di quello esistente o comunque è inferiore a 500 metri cubi. Per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento si prevede la possibilità di installare una pompa di calore per lo scambio aria-acqua. Per rendere maggiormente sostenibile l’intervento e ridurre il consumo di energia elettrica proveniente dalla rete, si prevede di inserire un impianto fotovoltaico dimensionato sul fabbisogno complessivo dell’ampliamento. La normativa sui Criteri ambientali minimi impone inoltre di realizzare un impianto di recupero delle acque piovane, che potrà servire per l’irrigazione delle aree esterne sistemate a verde. Gli impianti di sicurezza antincendio verranno integrati con quelli esistenti.

© Riproduzione riservata

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