giovedì 6 Ottobre 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

CASELLE – Interrogazione di Endrio Milano sui beni confiscati alla mafia presenti sul territorio

Secondo Libera esistono, sul territorio di Caselle, due immobili confiscati alle mafie: una villa in viale Alcide Bona e un appartamento in via Goretta

CASELLE – Secondo Libera esistono, sul territorio di Caselle, due immobili confiscati alle mafie: una villa in viale Alcide Bona e un appartamento in via Goretta.

«I beni confiscati alle mafie e alla criminalità organizzata sono quelli per cui è previsto il riutilizzo, sulla base del codice delle leggi antimafia – commenta il consigliere Endrio Milano, di “Progetto Caselle 2027” – Un riutilizzo per fini pubblici e sociali, per compensare direttamente le comunità sul cui territorio si sono dispiegate le attività criminali e scalzare il valore negativo dei simboli del potere mafioso. Questi beni possono essere trasferiti anche al patrimonio indisponibile dei Comuni per fini istituzionali, sociali o economici. Comuni che possono gestire direttamente i beni in questione, consorziandosi tra loro oppure assegnandoli in concessione gratuita ad associazioni, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali o di altro tipo. In caso non sia possibile, però, il bene può essere usato per scopo di lucro e affittato, utilizzandone i proventi per fini sociali».

Quello che al consigliere preme sapere è quali intenzioni l’Amministrazione abbia per i due immobili che ricadono sul territorio di Caselle. «E quindi, prima di tutto, se le notizie riportate sul sito di Libera siano esatte – ha chiesto in un’interrogazione indirizzata al sindaco Marsaglia – E, quindi, se l’Amministrazione ha intenzione di chiedere l’assegnazione degli immobili per le finalità previste dalla legge; se abbia preso contatti con l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata; se non sia opportuno pubblicare sul sito del Comune l’elenco dei beni confiscati e presenti sul territorio e se l’Amministrazione non ritiene che la presenza di beni confiscati in città rappresenti un serio interessamento da parte della criminalità organizzata».

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