mercoledì 10 Agosto 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

LEINI – Diritto allo studio: le due velocità dell’Amministrazione

Dopo un’animata discussione in Consiglio il contributo per il trasporto pubblico è diventato una realtà

LEINI – Dopo un’animata discussione in Consiglio (animata a tal punto che, quando il gruppo “Progetto Leini” ha alzato la voce, dopo che il consigliere Faccilongo si era beccato del maleducato dal capogruppo di maggioranza Ezio Navilli, la presidente Chiabotto ha chiesto l’intervento della Polizia Municipale per fare allontanare i due consiglieri dall’aula) il contributo per il trasporto pubblico (o per il diritto allo studio, come è stato ribattezzato) è diventato una realtà.

Il provvedimento è stato approvato, e gli studenti potranno contare, in futuro, su un bonus da utilizzare come meglio credono (purché legato alla scuola, ovviamente: trasporto, libri piuttosto che altri supporti). Ed è una cosa buona? Indubbiamente sì.

Come del resto ha evidenziato il gruppo “Cambia Leini” sulla sua pagina Facebook (dove, questa volta, si rende merito al Pd di aver avanzato la proposta, riproponendone anche i volantini: la mania del “copia e incolla” evidentemente non è ancora passata). Le perplessità restano sull’iter che ha portato al risultato, e che lascia intravedere, sul tema, due “velocità” diverse da parte della maggioranza. Una è quella del sindaco Pittalis e dell’assessore Chiabrando, che si sono confrontati con Pd, hanno proposto delle modifiche (accolte) e hanno auspicato una rapida conclusione dell’iter, per rendere il tutto operativo.

L’altra, quella del capogruppo Navilli. Che non solo, contrariamente a quanto auspicato dal sindaco, ha dilatato i tempi, ma in sede di Consiglio è stato protagonista di alcune affermazioni che hanno suscitato più di una perplessità: «Io sono arrivato all’incontro dei capigruppo preparatissimo. Erano i gruppi di opposizione e il Pd ad essere impreparati», ha commentato (salvo poi ribadire, a Consiglio finito, alla vicesegretaria del Pd di non aver mai parlato di impreparazione dei rappresentanti del partito).

La realtà dei fatti è che il Pd si è presentato con una proposta studiata e scritta, mentre il capogruppo con una serie di idee sulle quale era difficile esprimere un parere. E ancora: «La proposta del Pd prevedeva un contributo per l’eventuale secondo figlio inferiore a quello erogato al primo. Non viaggiano tutti e due allo stesso modo? Il contributo deve essere uguale per tutti». Giusto, in linea di principio. Se poi sia stata una convinzione concreta o un escamotage per trovare imperfezioni nella proposta presentata, lo si scoprirà più avanti. Se i costi della mensa scolastica saranno uguali, e alla tariffa più bassa, per i ragazzi di una stessa famiglia (non mangiano tutti e due allo stesso modo?), vorrà dire che il principio è stato lodevolmente applicato. In caso contrario…

Insomma, due velocità diverse, portate avanti da due parti della stessa maggioranza, una delle quale si è, poi, dovuta adeguare alla velocità dell’altra parte (probabilmente non è un caso l’astensione del sindaco, a fronte del voto contrario della sua maggioranza, alla proposta presentata dai gruppi di opposizione).

Come nota a margine del Consiglio, l’uscita dalla Sala, ad inizio discussione, dei consiglieri Andrea Rossin e Alice Macario Ban, e il rientro solo al termine della votazione.

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