lunedì 15 Agosto 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

LEINI – Una serata al Santuario, tra fede, storia e devozione

Fede, tradizione, attaccamento a Leini e alla sua storia

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LEINI – Non se lo aspettavano, forse, neppure dal Comitato che lo gestisce, ma mercoledì sera il Santuario delle Beata Vergine delle Grazie, “la Madonnina”, era pieno in ogni ordine di posti. Semplice curiosità? No. Fede, tradizione, attaccamento a Leini e alla sua storia, di cui il santuario è uno dei simboli più importanti. L’occasione, la cerimonia in occasione del 392° anniversario dell’apparizione, il miracolo che aveva portato alla costruzione della chiesetta.

L’incontro si è articolato su un momento di riflessione di preghiera, ad opera di don Marco Fogliati, seguito dalla recita del Magnificat grazie alla priora, per arrivare alla lettura di quanto riportato nel pieghevole realizzato nel 1930, in occasione del trecentesimo anniversario dell’apparizione. Un celebrazione, quella del 15 agosto 1930, officiata dal vescovo di Alessandria monsignor Nicolao Filone che secondo le cronache dell’epoca aveva portato a Leini più di 10mila persone. Per la prima volta la statua della Vergine era stata portata in processione per le strade del centro, ed era stato stampato, con approvazione ecclesiastica, il pieghevole: «Nel 1880, quinto cinquantenario del prodigio, si decorò a nuovo il Santuario; il valente pennello del maestro Morgari cav. Rodolfo dipinse con arte squisita la magnifica figura della Vergine nell’ampio medaglione della volta. Intervenne allora S.E. Rev.ma. Mons. Giovanni Vasarotti vescovo di Pinerolo per i solenni pontificati e per la processione – si legge sul documento – Quest’anno, trecentesimo del santuario, saremo di meno dei nostri padri?». Non potevano saperlo, quando gli estensori avevano scritto il documento, ma no, non erano stati da meno dei loro padri in quel lontano 1930.

A chiudere la cerimonia del 1° giugno, non solo le esecuzioni all’organo a canne del maestro Fabio Abbà, ma anche “Ave Maria – Verbum Pansis”, con il maestro Abbà che ha accompagnato la voce della giovane – solo undici anni – Chiara Parisi. Se qualcuno l’avesse sentita cantare senza vederla, avrebbe pensato di trovarsi davanti una cantante di fama, con il triplo dei suoi anni e venti volte la sua esperienza e non una bambina con una voce incredibile destinata, se saprà impegnarsi, ad avere grande successo.

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