domenica 3 Luglio 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

TORINO – Abbattimento della stazione di Porta Susa: si perde un pezzo di storia

Era stata costruita nel 1856, ora farà posto ad un albergo di lusso

TORINO – Molti ci saranno passati per andare a scuola, o all’Università, oppure sul posto di lavoro, e poi per tornare a casa. Altri per andare in gita scolastica, o in vacanza. Qualcuno per andare a trovare un amico, o più semplicemente per sbarcare a Torino arrivando da qualche paese della provincia. Insomma, da Porta Susa per un motivo o per l’altro, chi ha qualche anno in più ci è passato. E qualche ricordo che lo rimanda a quella stazioncina da cui si aprivano le porte di una parte del mondo, di certo ce l’ha. Ricordi destinati a rimanere solo nella memoria, dal momento che quei muri stanno sparendo, demoliti per fare spazio ad un albergo di una catena americana. Un albergo di lusso, a quattro stelle, che si chiamerà “Scalo 1856”, data in cui era stata costruita la “vecchia” stazione, inutilizzata da più di dieci anni, da quando cioè, a poche decine di metri di distanza, è entrata un funzione la “nuova” Porta Susa.

La stazione era entrata in funzione, come detto, nel 1856, il 20 di ottobre, per collegare Torino con Chivasso, e poi con Novara e infine con Milano. Un secondo “pezzo” della stazione era stato inaugurato qualche anno dopo nel 1868. Fino all’ottobre 2009, dai suoi sei binari erano partiti locali per la provincia e treni per le mete più lontane. Poi la chiusura. Dal 2015 quei locali avevano ospitato il Mercato Metropolitano, un polo di gastronomia di alta qualità realizzata nel rispetto della sostenibilità agroalimentare. E per un annetto le cose erano andate per il verso giusto, al punto che si erano anche pensato di aumentare gli spazi dedicati a questa attività. Progetto poi tramontato, un po’ per gli alti costi di locazione, un po’ perché, comunque, l’edificio necessitava di interventi di risistemazione. Quindi la chiusura, il degrado e infine l’acquisto dello stabile da parte di Ikea per la trasformazione in un albergo. Un pezzo di Torino che si perde, un angolo della città che cambia volto per sempre.

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