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Direttore Responsabile: Magda Bersini

CUORGNÈ – Da piazza Boetto a gran voce per dire NO alla guerra (FOTO E VIDEO)

Numerosi cittadini, amministratori del territorio, amministratori regionali, associazioni e cittadini: un’unica voce per far tornare la pace

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CUORGNÈ – Tutti nuovamente in piazza nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 3 marzo 2022, per manifestare a favore della pace, a Cuorgnè, in piazza Boetto.

Ad accogliere cittadini, bambini, associazioni, Sindacati, autorità militari e religiose nonché amministratori comunali del territorio e regionali, il Sindaco Giovanna Cresto che, dopo i doverosi ringraziamenti, ha dichiarato:

“C’è grande apprensione per il futuro del popolo ucraino sottoposto ad una durissima prova in queste settimane. Questa è una guerra stupida, fatemelo dire, come tutte le guerre perché non esiste, non è mai esistita una guerra con delle ragioni giuste; è semplicemente una guerra portata avanti per l’interesse di pochi, per degli interessi economici, ma noi non possiamo consentire che un interesse economico, un interesse personale metta a rischio la vita delle persone ed è quindi per questo che è importante essere qui questa sera, come era importante ieri sera essere a Rivarolo e la sera prima ancora a Castellamonte e in tutti i luoghi in cui ci ritroveremo nelle prossime settimane per dire no alla guerra. Noi questa guerra non la vogliamo. Non la vogliamo per noi ma non la vogliamo per tutta l’umanità e soprattutto perché dobbiamo lasciare ai ragazzi un mondo migliore di quello che stanno trovando in questo momento. Siamo usciti o meglio stiamo uscendo con grande fatica da una pandemia che, hanno detto, ha cambiato il nostro modo di essere, il nostro modo di vivere. Hanno detto che le saremmo usciti migliori. Beh, se questi sono i risultati probabilmente non è così. Non ci dobbiamo arrendere, – ha concluso il primo cittadino – dobbiamo continuare ad insegnare ai nostri figli che ogni momento della vita è degna di essere vissuta e soprattutto ogni vita va difesa quindi davvero chiediamolo tutti insieme a gran voce, non nascondiamoci dietro alla convenienza delle scelte facili delle scelte e diciamolo tutti insieme: No alla guerra e Sì alla pace.”

Presenti anche le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL del Canavese, per le quali è intervenuta Angelica Liotine, Responsabile Cgil Alto Canavese:

“Questa manifestazione è per chiedere di fermare immediatamente la guerra in Ucraina e far partire un vero processo di pace attivando urgentemente tutti i canali della politica e della diplomazia in sede Europea e in sede ONU. Dobbiamo cogliere quello che c’è di positivo nelle mobilitazioni come quella di oggi, per consolidare i valori democratici attorno all’Europa affinché propositi diversi convergano verso un fine comune di sostegno e di solidarietà. Il primo obiettivo deve essere la protezione umanitaria. La questione che riguarda la tragedia dei profughi è fondamentale perché crediamo che non solo l’Italia, ma tutta l’Europa dovrà prepararsi per accoglierli. E se vogliamo sconfiggere la cultura della guerra dobbiamo anche essere in grado di realizzare quelle modifiche capaci di costruire un’Europa sociale. Facciamo tacere le armi e alziamo la bandiera della pace.”

Sulla pericolosità della guerra è intervenuto Alfredo Ghella, Spi CGIL: “Questa è una guerra pericolosa perché tocca gli assetti geopolitici mondiali. Sono le mobilitazioni che servono; questo è il modo per fermare la guerra perché noi questa guerra la dobbiamo fermare perché se va ancora avanti un po’ di giorni diventa un vero dramma. La gente comune in tutta Italia, in tutto il mondo deve cominciare a scendere in piazza, a chiedere che si fermi la guerra che comincino le trattative, non quelle che ci sono adesso che sono una finta, ma quelle vere con l’intervento dell’Europa, con l’intervento dei popoli . Questa è una guerra pericolosa perché legata agli interessi generali. La cultura economica, quella della Russia, è molto pericolosa. Quindi andiamo avanti con questa mobilitazione, perché questa è l’unica forza che può fermare una guerra.”

© Riproduzione riservata

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