venerdì 27 Gennaio 2023

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Intervista alla Professoressa Antonietta Lamazza

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Il Direttore dell’ Unità operativa Endoscopia digestiva del Policlinico Umberto 1 di Roma è la Professoressa Antonietta Lamazza che ho avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare da vicino. Considerando che alcuni esami che si eseguono nella sua Unità Operativa sono invasivi, è necessario dunque che il Dirigente sia anche un tantino Psicologo e particolarmente paziente, doti che alla Prof non mancano di certo, insieme alla sua simpatia.

Domanda: Professoressa, ci dica uno degli esami invasivi di cui accennavo in premessa.
Risposta: Più di uno.  La gastroscopia. La colonscopia. La colangio-pancreatografia endoscopia retrograda.

Domanda: Non pretendo che lei ci illustri tutti gli esami, ma ci dica qualche parola sull’ultimo esame citato e dal nome complicato.
Risposta: La colangio-pancreatografia endoscopica retrograda è un esame che consente di stabilire cosa impedisce il deflusso della bile e del succo pancreatico.

Domanda: Immagino avrete anche interventi d’urgenza.
Risposta: Si esiste, ad esempio, l’Endoscopia d’urgenza quando ci sono le emorragie. Ma esiste anche la colonscopia d’urgenza.


Domanda: Avrete avuto molto lavoro nonostante il periodo da Pandemia Covid, immagino vi sarete organizzati anche per questo.
Risposta:  Assolutamente sì. Ci sono persone con problemi gastroenterologici che non potevano e non possono aspettare, si lavora dunque, nonostante il Covid e con le opportune misure di sicurezza.

Domanda: Direttore Unità Operativa, Professore, Donna. Come si emerge in una società dove gli uomini spopolano in tutti i settori?
Risposta: Premetto di essere nata a Cirò Marina, Crotonese verace, dunque! Il fatto di essere nata in Calabria mi ha regalato la testardaggine tipica dei Calabresi. Ma non basta essere cocciuti, mi sono impegnata al massimo e, posso dire, che spesso ho raggiunto degli obiettivi, non sempre, ma non mi sono mai scoraggiata.

Domanda: Una cosa di cui lei va fiera?
Risposta: L’unificazione dell’Endoscopia. Prima esistevano diciassette servizi, c’era dunque una frammentazione eccessiva e questo non era positivo. Poi, nel 2008, il Direttore Montaguti ha eliminato i diciassette servizi per fare ordine. Era rimasta la mentalità che ogni Endoscopista facesse un servizio diverso.

Domanda: La vedo entusiasta di questo accorpamento di cui ci ha appena parlato, mi sbaglio?
Risposta: Non sbaglia. Sto cercando di creare un gruppo unico. Tutti  che lavorano per lo stesso obiettivo  è metodologia, un servizio dell’ Ospedale, del Policlinico, per i pazienti.

Domanda: Prof, una domanda non scontata. Una donna a capo di un servizio di Endoscopia, come si trova?
Risposta: È stata dura all’ inizio, non ti prendono in considerazione. Il maschilismo, purtroppo, è ancora una realtà anche in ambiente medico e ospedaliero in genere. Il settore dell’Endoscopia Operativa è ancora maschilista e la donna fa fatica ad affermarsi.

Domanda: Qual è la sua formazione?
Risposta: Ho avuto Maestri Chirurghi con cui ho iniziato. Sono specialista in chirurgia generale  e chirurgia dell’apparato digerente e dell’endoscopia digestiva oltre che gastroenterologa.


Domanda: Ci dica almeno un nome di uno dei suoi maestri.
Risposta: Il Professor Giampaolo Piat che era eccezionale ed era uno che mai ha fatto una distinzione tra me e i colleghi maschi. E poi il mio maestro endoscopista, mio marito Ercole De Masi.

Domanda: Vedo che la mancanza di parità la turba particolarmente.
Risposta: La parità non c’è ancora. Infatti i Direttori delle Unità Operative sono uomini. La bassa manovalanza è invece tutta per le donne. Il potere è ancora degli uomini.

Domanda: Comunque sia, lei ha dimostrato grandi capacità, pur con le tante difficoltà che ha appena menzionato.
Risposta: Per la precisione, sono anche professore associato in Chirurgia. Ma ripeto, la donna deve dimostrare di essere più brava, deve guadagnarsi la stima. L’uomo non deve dimostrare nulla.
Intendiamoci, ci sono poi anche delle soddisfazioni, ma devi lavorare di più e dimostrare sempre di valere, se sei donna.

Domanda: Professoressa, ci ricordi al volo le patologie più comuni di cui vi occupate.
Risposta: Ci occupiamo di gastrite. Di colon irritabile. Di colite. Di malattia da reflusso. Di pancia gonfia. Ci occupiamo di patologie funzionali dell’apparato digerente legate al nostro secondo cervello. Ma soprattutto ci occupiamo di patologie organiche, tra cui tumori benigni e maligni.

Domanda: I lettori vorranno sapere cosa intende per “secondo cervello”.
Risposta: Il sistema nervoso. Ci sono tante fibre nervose dell’apparato digerente, noi muoviamo un braccio perché lo vogliamo noi, ma non muoviamo lo stomaco e l’intestino perché ci sono altri nervi che lo comandano. Intendo quei nervi periferici che non sono sotto il controllo del sistema nervoso centrale.


Domanda: Cosa ci dice a proposito delle patologie scatenate da fattori come stress ed altro?
Risposta: Tante patologie sono scatenate dallo stato emotivo del paziente. L’ulcera peptica può essere da stress, ad esempio, così come la gastrite.

Domanda: Prof, mi conferma che il cervello è in grado di farci stare bene?
Risposta: Se c’è integrazione di cuore e cervello si riesce in tutto nella vita e nel lavoro.

Domanda: Prima, si è parlato di maschilismo, ci dice una battuta simpatica sugli uomini?
Risposta: Gli uomini sono donne mal riuscite!

Domanda: Spero che gli uomini non si risentiranno della sua battuta scherzosa, considerando che lei è un raro esempio di simpatia, bellezza e professionalità, doti che non si trovano spesso in un solo Medico.
Come fa ad essere così completa?
Risposta: Non saprei, le dico soltanto che ci tengo ad essere empatica. L’empatia è importantissima tra medico e paziente, ogni esame diventa più leggero se lo fa un medico che sa creare un clima disteso di collaborazione e simpatia, diciamolo!

Domanda: Lei è anche Professore associato di Chirurgia generale, ci dica ancora qualcosa della sua attività.
Risposta: Faccio anche attività intramoenia. E ci tengo a dire, al di là delle mie specializzazioni, che le patologie gastriche si possono curare e tenere a bada, dipende dalla tipologia ovviamente.

Domanda: A questo punto, ci faccia un esempio di patologia che si può tenere a bada, per vivere meglio.
Risposta: Il colon irritabile, ad esempio, si può stare meglio curando il microbiota, ricreando la flora batterica. E non dimentichiamo poi che ci sono persone con intolleranze alimentari al lattosio, persone con celiachia o con intolleranza al nichel, tanto per citarne alcune.


Domanda: Ci dia con un consiglio su chi, ad esempio, soffre di colon irritabile (visto che non sono pochi a soffrirne).
Risposta: Le cause di ogni patologia possono essere diverse ma, nel caso del colon irritabile, non di rado bisogna lavorare su sé stessi se si scarica sul colon la propria ansia. In taluni casi sono opportune delle sedute dallo psicologo. L’ansia non fa bene affatto al colon!

Domanda: È inevitabile che lei ci dica, in conclusione, qualcosa sull’alimentazione corretta e se incide negativamente (se scorretta) sull’intestino e stomaco.
Risposta: Diceva Ippocrate un po’ di anni fa, in particolare nel 420 a.c : “Siamo ciò che mangiamo”. Niente di più attuale!  Tra junk food, fast food, sostanze inquinanti, pesticidi, ecc, stress, intolleranze alimentari vere o finte, difficile approccio al cibo, mangiare è diventato un problema. È importante mangiare bene e mangiare “sano”. La cosiddetta “pancia gonfia” uno dei sintomi più frequenti che lamentano i nostri pazienti, o il “bruciore”  allo stomaco o all’esofago, anche questo sintomo ultrafrequente, spesso sono dovuti ad una cattiva o non corretta  alimentazione.
La prevenzione del cancro si fa anche a tavola,  mangiando correttamente. Pensiamo al cancro del colon-retto, dove alcuni alimenti come le carni rosse o i grassi animali costituiscono dei veri fattori di rischio di malattia, al contrario, una dieta ricca di frutta e verdure ne costituiscono un fattore protettivo. Mangiare cinque porzioni al giorno di frutta e verdura  dovrebbe essere un’abitudine alimentare per tutti. Mangiare alimenti contenenti  sostanze antiossidanti, come appunto frutta e verdura (spinaci, cavoli, patate, carote, pomodori, mirtilli, pesche prugne, banane, ecc.)  previene anche l’invecchiamento o comunque ci fa invecchiare meglio e restare più belli a lungo!

Intervista alla Professoressa Antonietta Lamazza

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