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lunedì 20 Settembre 2021
lunedì, Settembre 20, 2021

INTERVISTA AL SOTTOSEGRETARIO GIUSEPPE MOLES

Ho il piacere e l’onore di intervistare, per i lettori di ObiettivoNews, il Sottosegretario all’Editoria, Sen. Giuseppe Moles.

Domanda: Una delle sue prime iniziative da Sottosegretario all’Editoria, è stata quella di prorogare fino al 30 aprile di quest’anno i termini per presentare la documentazione prevista per i contributi in favore delle scuole statali e paritarie, per far sì che i ragazzi si abituino a leggere e ad informarsi. Lei sostiene che i ragazzi debbano avere familiarità con la lettura perché ritiene che siano questi gli strumenti fondamentali per una corretta formazione delle nuove generazioni.
Vedendo tantissimi giovani e meno giovani alle prese quasi esclusivamente con il cellulare o pc, il ritorno alla carta stampata come lo vede e soprattutto se le iniziative come la sua stanno avendo qualche impatto positivo sui ragazzi delle scuole?
Risposta: Non solo, ho anche rinnovato quel bando e, con decreto del Capo del Dipartimento dell’Informazione ed Editoria, abbiamo infatti predisposto pochi giorni fa due bandi che consentiranno a tutti gli istituti scolastici, statali e paritari, di fare domanda, dal 1 al 31 ottobre 2021, per accedere al rimborso, fino al 90%, dei costi sostenuti per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani e periodici. È una misura in più, per la quale sono disponibili 13 milioni di euro, che, insieme alle precedenti, evidenzia l’importanza che stiamo riservando alle scuole ed ai nostri giovani.

Domanda: Sottosegretario, i ragazzi come hanno reagito a queste sue iniziative?
Risposta: La reazione è stata molto positiva. Ho visitato alcune scuole, tra cui un istituto a Rionero in Vulture, nella mia Basilicata, dove i ragazzi hanno addirittura creato un giornale online con le fattezze di un cartaceo. Mia madre è un’insegnante elementare, ora in pensione, e mi ricordava che già lei, quaranta anni fa, spesso portava il quotidiano in classe per permettere ai suoi allievi di familiarizzare con la lettura di giornali. Il Ministro Bianchi, ci tengo a sottolinearlo, è molto soddisfatto di questa iniziativa.


Domanda: Il suo, è un importante incarico indubbiamente, un primo bilancio?
Risposta: Un bilancio decisamente positivo da un punto di vista tecnico. Sono partito dal presupposto che fosse necessario agire su due binari paralleli: il primo con un sostegno immediato all’intera filiera editoriale, in enorme difficoltà e non certo da oggi. Nel decreto sostegni bis, ad esempio, abbiamo messo a disposizione circa 160 milioni di euro tra strumenti e risorse per il settore, un risultato direi molto buono. Questo primo binario deve consentire alle imprese del settore di sopravvivere, e poi, mi auguro, di rilanciarsi. Ricordiamo sempre che dietro ogni impresa editoriale non c’è solo una partita Iva ma una persona che si è messa in gioco, una famiglia, dei lavoratori. Il secondo binario è relativo al medio periodo e su questo il bilancio è provvisorio perché siamo all’inizio del percorso. Ho ereditato una serie di problematiche, ma credo possa esserci l’occasione, con la buona volontà e la disponibilità di tutti gli attori, di programmare il futuro. Mi preme evidenziare una cosa di cui vado particolarmente orgoglioso: sono riuscito a far inserire nel capitolo del Pnrr dedicato alla digitalizzazione il fatto che le misure previste possono essere utilizzate anche da tutte le imprese della filiera editoriale. Un altro strumento fondamentale per il settore.

Domanda: Ci dica che risultati ha avuto la campagna: “Riprendiamoci il gusto del futuro!”
Risposta: Non è una campagna di comunicazione, è invece una campagna di sensibilizzazione, con l’obiettivo di far comprendere alle persone, agli indecisi, ai dubbiosi, che con i vaccini possiamo ripartire, insieme. I vaccini sono l’unico modo che abbiamo per scongiurare il rischio di nuove chiusure che il Paese non potrebbe permettersi, soprattutto ora che la nostra economia sta ripartendo. È partito in questi giorni anche un nuovo spot TV, con Donnarumma tra i protagonisti. E per i prossimi, stiamo pensando di coinvolgere gli atleti olimpici. La Pellegrini lo ha già fatto. Servono esempi positivi. Vorrei sottolineare che tutti coloro che hanno partecipato lo hanno fatto a titolo gratuito e per questo torno a ringraziarli. Agli spot hanno preso parte anche persone non note, e lo hanno fatto con grande entusiasmo. Dobbiamo ricordare sempre che sono le persone “comuni” che portano avanti il Paese.

Domanda: A proposito del delicato argomento Covid, lei si è detto preoccupato del dilagare delle fake news e la disinformazione che sono “il male dei nostri tempi”, tanto per citare le sue parole .
Come Lei giustamente sottolinea, “le notizie fasulle sono dannose in ogni ambito “
Ci spieghi ancora meglio questo punto e soprattutto il grave danno di una cattiva informazione.
Risposta: Le fake news sono sempre esistite, ma la loro diffusione con l’avvento di internet è cresciuta esponenzialmente. Le notizie false, in pandemia, hanno rappresentato e rappresentano un rischio elevatissimo perché è in ballo la salute dei cittadini. In più abbiamo avuto un eccesso di informazioni contraddittorie durante il Covid che ha creato molta confusione. Devo dire che, con il governo Draghi, la musica è cambiata. Questo esecutivo ha deciso di comunicare in modo chiaro. Per cercare di arginare il fenomeno delle fake news io ritengo che serva in ogni caso la correttezza personale e professionale di ognuno di noi.

Domanda: Qualcosa sul green pass?
Risposta: Io sono assolutamente favorevole al green pass, non lo ritengo una limitazione della libertà ma uno strumento necessario ed una risorsa da utilizzare affinchè il diritto alla salute di tutti non sia messo a rischio da qualche leggerezza. È interesse di ciascuno di noi che il Covid 19 sia messo nell’ angolo. Il green pass va visto come una opportunità per continuare a vivere.



Domanda: Lei sostiene, in una intervista che non le appassiona la classificazione uomo-donna in ambito lavorativo o politico. Eppure, quando un incarico di un certo rilievo è assegnato ad una donna, si sottolinea sempre che si tratta di una donna che ha ottenuto quel ruolo.
Non lo trova, questo, un atteggiamento molto retrogrado e purtroppo sempre molto italiano?
Risposta: La Thatcher è diventata tale perché era la Thatcher, non perché donna.



Domanda: Il Governo Draghi lo paragonerei ad un gelato variegato, dai molti gusti che rappresentano i più diversi schieramenti. Sarebbe interessante, ma credo, anche utile, vedervi seduti tutti insieme e spesso, lei, il Ministro della Cultura e il Ministro dell’Istruzione per concordare progetti comuni e continuativi incentrati sull’ Editoria e sul cambio di rotta nel senso di convertire gli italiani alla lettura di libri e quotidiani. C’è in programma questo?
Risposta: Questo è un Governo di unità nazionale, che ha dei compiti ben precisi: vaccinazioni, Pnrr, riaperture. Io non mi pongo alcun problema, lavoro bene con tutti i colleghi. Con il Ministro Franceschini abbiamo intrapreso iniziative comuni, come quella sul copyright.



Domanda: Immagino avrete mille sollecitazioni e richieste da parte di chi rappresenta gli interessi della stampa, Immagino le diverse Federazioni e non solo.
Si sente di raccontarci qualche accordo raggiunto con successo o prospettive future con rappresentanti di categoria?
Risposta: Li ho incontrati tutti, nessuno escluso, e ho voluto incontrarli singolarmente per cogliere anche le più piccole sfumature. Ho riscontrato una bella disponibilità a lavorare insieme.

Domanda: Il Sottosegretario all’Editoria fa pensare all’uomo che, quando torna a casa, legge e si documenta h24, ma tutti noi vorremmo invece sapere un hobby del Sottosegretario Moles che non riguardino l’Editoria o l’Informazione. Il lato privato di ciascun Politico interessa molto i nostri lettori.
Risposta: Faccio giardinaggio, mi piace lavorare la terra. Ma mi piace anche piazzarmi davanti la TV, mi appassionano il cinema e le serie televisive ed amo molto la musica.


Domanda: Dunque, ci lasci con qualche pensiero sul Sottosegretario Musicista.
Risposta: Ho studiato organo al Conservatorio, e a volte mi esercitavo in chiesa, il parroco era ormai abituato a sentirmi suonare Bach. Un giorno, dopo essermi esercitato, mi sono divertito a suonare un pezzo dei Pink Floyd ed il parroco è arrivato tutto contento a chiedermi quale pezzo di Bach avessi appena suonato ed io ho risposto: “L’incompiuta di Bach!”. Intendo dire, con questo, che, quando una musica è bella, lo è senza distinzione fra i generi. Quando le cose sono belle, non si pensa all’ autore ma alla bellezza della cosa in sé, e questo vale per tutto, dalla musica alle idee.

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