domenica 28 Febbraio 2021

RIVAROLO CANAVESE – Una mascherina non imbavaglia i cuori

RIVAROLO CANAVESE – Nel giorno dedicato alla memoria, il coro dell’associazione Liceo Musicale di Rivarolo Canavese ha voluto ricordare tutti quei bambini e quei giovani confinati nei ghetti e poi nei campi di concentramento disseminati in tutta Europa che, grazie al canto e alla musica, hanno saputo aprire un varco nei cuori gelidi dei loro aguzzini guadagnandosi spesso la salvezza in uno degli orrori peggiori di tutta la nostra storia moderna.

Per fare ciò ha lavorato per alcune settimane con le classi di violoncello, arpa, flauto e percussioni al fine di realizzare alcuni video musicali che sono poi stati donati alle amministrazioni di Rivarolo Canavese e di Cuorgné.

E’ stata la direttrice dell’associazione Liceo Musicale di Rivarolo, Sonia Magliano, a lanciare l’iniziativa alla quale ha subito risposto l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) Sezione di Favria, Oglianico e Rivarolo nella persona di Gabriella Meaglia che, con la collaborazione della Biblioteca Comunale “Domenico Besso Marcheis”, visto il momento di emergenza che ci sta privando di preziosi momenti di condivisione in presenza, ha messo a disposizione parte del materiale raccolto negli anni passati dalle scuole in ricordo dei ragazzi del ghetto di Terezin: un esempio della propaganda nazista che presentò lo spazio come insediamento ebraico ma che, in verità, fu un luogo di smistamento dei prigionieri destinati ai campi di sterminio di Treblinka e di Auschwitz.

A seguire, con l’intercessione di Marina Vittone di Rivarolo, Verdiana Votta per Favria e Antonella Damato in rappresentanza di Cuogné, il progetto è stato sposato dalle scuole primarie di Rivarolo, Favria e Oglianico le quali hanno contribuito coinvolgendo alcune classi nella realizzazione di disegni e cartelloni.e dal Comune di Cuorgné.

I numerosi video che ne sono derivati sono stati consegnati alle diverse realtà nella settimana del 27 gennaio perché, come ha affermato Gabriella Meaglia, “tutti noi assumiamoci l’impegno di non ignorare e di non dimenticare ascoltando, leggendo, studiando per difendere e diffondere la memoria di ciò che è stato”.

Non servono i grandi eventi del passato o potenti mezzi della tecnologia per scuotere l’interesse della gente. Bastano 45 studenti di musica, 5 insegnanti professionisti, 3 smartphone, una macchina fotografica, un computer e tanta buona volontà: così l’associazione Liceo Musicale ha registrato un canto ebraico che ha ricordato come la forza della Musica ha aiutato a sopravvivere alle atrocità delle persecuzioni.

urbanlungo

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