martedì 27 Luglio 2021
martedì, Luglio 27, 2021
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PIEMONTE – Centri Commerciali non alimentari chiusi nel fine settimana; didattica per metà a distanza

Disperati i commercianti dei negozi nelle gallerie dei centri: “Chi ha il negozio su strada resta aperto, non è corretto”. Scuole: Superiori dalla seconda alla quinta 50% in presenza 50% a distanza

PIEMONTE – Dal prossimo fine settimana centri commerciali, non alimentari, chiusi tutti i sabati e le domeniche.

È quanto ha deciso la Regione Piemonte, contenuto nell’ordinanza firmata questa sera dal Presidente Alberto Cirio.

Nello specifico il punto cita che è “vietata l’apertura delle grandi superfici di vendita e delle attività annesse o pertinenti, superiori a metri quadri 1.500 nei Comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti e superiori a metri quadri 2.500 per i Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, nelle giornate di sabato e di domenica, fatti salvi il commercio di generi alimentari, gli studi medici, i pubblici esercizi, le rivendite di monopoli, le edicole e le stazioni di servizio, nel rispetto delle

schede tecniche “Ristorazione e commercio al dettaglio” contenuta nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” allegate sub 1 al D.P.G.R. n. 109 richiamato,disponendo che i ristoranti devono integrare l’elenco dei soggetti con prenotazione con l’elenco dei soggetti che non hanno prenotato, mantenendolo per un periodo di 14 giorni.”

Ed è bufera. I commercianti dei piccoli negozi situati all’interno dei centri commerciali sono affranti. I negozi con gli stessi prodotti o delle stesse catene di franchising su strada potranno restare aperti e fagociteranno tutti i clienti. Da sempre il fine settimana, ma soprattutto il sabato, e il giorno di maggiori vendite. Ora bruciate. “Sarebbe stato meglio restare aperti il sabato fino alle 18 e la domenica tutti chiusi, ma proprio tutti. Sarebbe stato più equo e corretto”, affermano ricordando quando, un tempo, la domenica era tutto chiuso ed era davvero il giorno di riposo per tutti.

L’ordinanza conferma inoltre la chiusura notturna, dalla mezzanotte alle 5, di tutte le attività commerciali al dettaglio (ad eccezione delle farmacie) e il divieto di vendita di alcolici dopo le ore 21 in tutte le attività commerciali (anche attraverso apparecchi automatici), escluso il servizio di consumazione al tavolo negli esercizi di ristorazione. Il termine del servizio d’asporto alle 21.

“Siamo perfettamente coscienti che l’intero comparto del commercio abbia già subito pesanti conseguenze – sottolinea l’assessore al Commercio Vittoria Poggio -, ma le restrizioni di oggi sono purtroppo una scelta necessaria per prevenire provvedimenti futuri ancora più restrittivi, che rappresenterebbero un danno ancor più grave per tutto il settore”.

Per quanto riguarda la scuola è stata eessa una seconda ordinanza che impone: “a decorrere dal 26 ottobre 2020, le Istituzioni Scolastiche Secondarie di Secondo Grado, Statali e Paritarie, devono adottare, con il ricorso alle misure di flessibilità organizzativa di cui agli articoli 4 e 5 del D.P.R. n. 275/1999, per una quota non inferiore al 50%, la didattica digitale integrata in tutte le classi del ciclo in modalità alternata alla didattica in presenza, con l’esclusione delle classi prime di ogni tipologia di indirizzo e/o articolazione”

Quindi si rivolge alle scuole superiori dalla seconda alla quinta. Per fare un esempio da lunedì le seconde e le terze andranno a scuola in presenza, mentre le quarte e le quinte seguiranno le lezioni a distanza. La settimana successiva sarà il contrario. Le prime andranno sempre.

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“Questo ci consentirà di garantire la nostra priorità – precisa il presidente Cirio -, cioè di mantenere le scuole sempre aperte, evitando che ogni settimana 75.000 ragazzi si affollino sui mezzi di trasporto per recarsi a scuola, con un notevole rischio di contagio. Parliamo di ragazzi che hanno più di 14 anni e che, quindi, possono stare in casa anche da soli, senza creare disagio al lavoro dei genitori”.
“Le lezioni nelle scuole dell’infanzia, elementari, medie si svolgeranno invece sempre in presenza – sottolinea l’assessore all’Istruzione Elena Chiorino – si tratta di una forma educativa fondamentale e irrinunciabile e anche per chi frequenta il primo anno delle superiori verrà consentito di continuare ad apprendere con continuità il nuovo metodo di studio e di sviluppare il senso di appartenenza al gruppo tra compagni e con gli insegnanti. Se dovesse essere necessario proseguire anche più avanti nell’anno con questa modalità valuteremo una attenzione analoga anche per i ragazzi che si avvicinano alla maturità”.

Entrambe le ordinanze sono in vigore fino al 13 novembre.

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