lunedì 8 Marzo 2021

CANAVESE – Fase 2: una ripartenza anche dal punto di vista delle montagne

Andrea Cane: “Questo periodo drammatico traccerà un nuovo confine, anche per quanto riguarda il lavoro”

CANAVESE – La Regione lavora alla Fase 2 per permettere una ripartenza sicura al Piemonte e per puntellare la ripresa economica dopo l’emergenza Covid.

Tra le iniziative che interesseranno il nostro Canavese, la cancellazione degli oneri di urbanizzazione per rilanciare l’edilizia e finanziamenti per valorizzare turisticamente aree in difficoltà, tra le quali le montagne.

“Il confinamento e la pandemia – commenta il Consigliere Regionale della Lega Andrea Cane – stanno cambiando le abitudini e i desideri dei piemontesi. Gli esperti del settore immobiliare delineano i nuovi parametri con cui, chi cercherà casa, sceglierà dove vivere. Si guarderà a spazi maggiori, a un polmone verde, a soluzioni abitative con un giardino e maggiore indipendenza. Il Canavese, per esempio le Valli Orco e Soana giusto per fare l’esempio di territori dove risiedo, potrebbe essere il luogo a cui ambire, lavorando sui collegamenti con la città, sui servizi e sul potenziamento sanitario territoriale. Una sfida che occorre cogliere da subito, unendo le forze dei sindaci, degli amministratori e degli imprenditori. Noi Canavesani abbiamo molto da offrire con le nostre Terre, il lock-down ci ha fatto riconsiderare il valore della nostra tradizione, delle botteghe, dei nostri cibi e prodotti locali”.

“Questo periodo drammatico traccerà un nuovo confine – conclude il Canavesano Andrea Cane – anche per ciò che riguarda il lavoro: la forte accelerazione dell’operatività in modalità telematica e la remotizzazione dei processi ha potenziato una progettualità che ho portato da qualche mese all’attenzione della Regione. In prima persona sto lavorando su una serie di agevolazioni per le aziende che si avvarranno dello smart working, continuando a permettere ai dipendenti di operare dai loro domicili. I piccoli Comuni e le aree di montagna potranno trarre un grande beneficio dal lavoro da casa, con la possibilità di ripensare una residenzialità che non sarà più quella del dormitorio della città o del rifugio per il fine settimana. Ho una grande aspettativa che passa dal fare di questo periodo difficile la forza propulsiva da cui ripartire per proporre le nostre campagne, montagne e i nostri piccoli centri come opportunità di investimento e di miglioramento dello stile di vita, per chi si affaccerà al Canavese in futuro. La mia idea è che ci sarà un ritorno alla Montagna, sia per ragioni climatiche che di qualità della vita, tra cui proprio la minor propensione al contagio dai virus in genere; ciò lo penso da molti anni, prima ancora della pandemia e sono convinto che la politica dovrà agevolare questo ritorno alle origini, anche se penso che in parte accadrà in modo naturale, con mamme e papà che potranno rimanere a lavorare nei loro luoghi del cuore incontaminati per far crescere i loro figli in un ambiente pulito ed ordinato: quindi turismo e non solo, per le nostre Montagne!”.

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