mercoledì 21 Aprile 2021

TORINO – Rivolta nelle carceri di tutta Italia; tensioni alle Vallette

Le dichiarazioni di Leo Beneduci, Osapp

TORINO – Rivolta in tutte le carceri del territorio nazionale, durante le quali alcuni istituti penitenziari hanno riportato danni irreversibili, che sono state sedate dalla Polizia Penitenziaria. Tensioni anche alle Vallette, provocate dai detenuti delle sezioni ordinarie del padiglione B, che protestano in seguito alle misure introdotte dal Governo, sulle modalità di colloquio tra detenuti e famigliari.

“Ma se da un lato risulta evidente la vittoria sulle violenze e i danneggiamenti perpetrate in questi giorni nelle carceri italiane – dichiara il Segretario Generale dell’ OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci – da parte degli appartenenti ad un Corpo di Polizia dello Stato, quale è la Polizia Penitenziaria assai spesso abbandonata a se stessa, in grave carenza di organico, priva di mezzi, derisa e molto spesso accusata di atti inenarrabili in carcere è altrettanto evidente la sconfitta (il fallimento) dell’Amministrazione penitenziaria centrale e del Guardasigilli Bonafede.”

“La prima, non avrebbe emanato – prosegue il sindacalista – alcun tipo di disposizione indirizzata al personale e ai detenuti sul territorio, nell’immediatezza delle decisioni assunte dal governo, ed intese a chiarire che nessun danno sarebbe stato apportato alla possibilità dei ristretti di avere comunque contatti all’esterno del carcere ovvero di ricevere pacchi o somme in denaro dai propri congiunti tant’è, che ancora oggi e a quanto risulterebbe, in alcuni istituti di pena sul territorio non sarebbero stati ancora sospesi i colloqui tra detenuti e familiari.”

“Per quanto riguarda invece il Ministro Bonafede la responsabilità – secondo l’OSAPP – è quella di essersi affidato, ciecamente, ad una amministrazione penitenziaria non in grado di gestire le emergenze e di dare corso ad una serie di interventi riguardanti ad esempio la differenziazione dei detenuti nei circuiti detentivi, la prevenzione delle aggressioni interne al carcere e il regolare svolgimento dei procedimenti disciplinari a carico dei soggetti maggiormente violenti come tutte le Organizzazioni Sindacali della Polizia Penitenziaria avevano più volte richiesto vanamente da almeno un anno quali facili Cassandre dell’imminente disastro.”

“Appare, pertanto, urgente – conclude Beneduci – che a fronte del disastro penitenziario in essere. la gestione delle carceri sia affidata ad un organo apposito ovvero ad un commissario straordinario se necessario esterno al Ministero della Giustizia, prima che l’emergenza penitenziaria diventi ancor più grave e prioritaria rispetto alle altre.”

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