martedì 22 Giugno 2021
martedì, Giugno 22, 2021
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CANAVESE – Lodo Asa: dichiarato nullo, e adesso? Se n’è parlato in conferenza (FOTO)

L'Avvocato Stefano Cresta e il CTP Ida Elisa Ventola hanno illustrato la sentenza e l'eventuale futuro scenario

CANAVESE – Nel pomeriggio di ieri, venerdì 29 novembre, il Sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno, ha convocato, a Palazzo Lomellini, una conferenza per illustrare, insieme all’Avvocato Stefano Cresta e al CTP, Ida Elisa Ventola, il Lodo Asa.

In mattinata il Sindaco di Feletto, Stefano Filiberto, aveva “messo le mani avanti”, rimarcando, attraverso una nota inviata ai media, di essere stato il primo a non cedere al Lodo, per timore che Rivarolo mettesse la “bandiera” sopra all’operazione che ha portato i comuni (almeno al momento) a non dover pagare nulla. Concetto che ha ribadito durante l’incontro, dichiarando che la transazione era voluta e “guidata”, a livello politico, dal Pd.

La conferenza poi, per quanto concerne l’atteggiamento di Rostagno, è stata invece del tutto oggettiva, senza addurre a meriti di sorta, se non all’avvocato difensore, e al CTP che ha prodotto le memorie per la difesa.

Preme sottolineare, per amor di correttezza, che anche il Sindaco di Busano, Giambattistino Chiono e il Sindaco di Pertusio, Antonio Cresto, erano partiti per primi nella lotta contro il lodo, quando Rivarolo pensava ancora di accettare la transazione.

Presenti all’incontro, oltre ai giornalisti, i Sindaci Angelo Marasca (Lusigliè), Giambattistino Chiono (Busano), Francesca Cargnello (Borgiallo), Enrico Vallino (Rivarossa), Roberta Bianchetta (Salassa), Pasquale Mazza (Castellamonte) e Stefano Filiberto (Feletto).

L’Avvocato Cresta ha ripercorso la storia del lodo Asa, dichiarando che, quasi sicuramente, come già anticipato da Stefano Ambrosini, verrà fatto ricorso in Cassazione. La controparte (Ambrosini, Asa) ha tempo 6 mesi oppure, in caso di notifica della sentenza, 60 giorni, per procedere.

“Siamo contenti, ma resta il rammarico per i lavoratori e le aziende creditrici – hanno dichiarato Rostagno prima, e poi gli altri Sindaci – perchè purtroppo non avranno nulla, ma questo era il rischio.”

Il Comune di Rivarolo ha accantonato circa 3 milioni e 600 mila euro per la questione Asa, e li lascerà “bloccati” fino a che non si avrà (se verrà fatto ricorso dalla controparte) esito dalla Cassazione.

A dichiarare nullo il Lodo, è stata la mancanza dei bilanci del 2009 e 2010, quindi, senza la documentazione, la Corte d’Appello non ha potuto analizzare e quantificare cifre.

“L’ultima approvazione in assemblea dei Sindaci – hanno affermato Cresta e Ventola – è avvenuta nel 2008. Poi, per i due anni successivi, non esistono i bilanci e non sono stati depositati al Registro Imprese, ci sono solo dei bilancini di verifica, tra l’altro con cifre inattendibili.”

C’è però da considerare che a fine 2009 Asa era stata commissariata, ed era subentrato il Commissario Ambrosini, quindi, i bilanci, sarebbero dovuti essere depositati da lui.

Oltretutto, in prima battuta, erano stati considerati tutti i debiti Asa, ma in realtà, il Consorzio, è sia privato che pubblico, quindi i Comuni possono essere presi in causa, solo per i servizi pubblici di cui si occupava Asa (Raccolta e smaltimento rifiuti, gestione idrica e teleriscaldamento) e non per gli altri debiti nati dall’attività imprenditoriale e privata del Consorzio.

“Se Ambrosini e Asa faranno ricorso in Cassazione – ha concluso l’Avvocato – potranno farla con la sola documentazione che hanno, quindi il fatto che la Corte d’Appello ci abbia dato ragione per ben due volte, ci fa ben sperare. In ogni caso ci difenderemo. Se disgraziatamente la Cassazione dovesse accogliere parzialmente o totalmente il ricorso, trattandosi di una sentenza di legittimità, rimanderà alla Corte d’Appello la quantificazione del dovuto, o l’eventuale integrazione”.

La vicenda si prospetta ancora lunga.

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