PIEMONTE – Ieri, martedì 6 agosto, durante il Consiglio dei Ministri è stata approvata la norma salva-scuolabus all’interno del decreto scuola.

“Il trasporto scolastico resta gratuito. I Comuni, se il bilancio lo consentirà, potranno continuare a integrare le spese per lo scuolabus gratuito alle famiglie. Nel decreto scuola approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri è infatti contenuta la norma che chiarisce e supera una recente delibera della Corte dei Conti, che pareva escludere qualsiasi discrezionalità per l’azione amministrativa dei Comuni sul trasporto scolastico” – lo dichiara Elena Maccanti, capogruppo Lega in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, che chiarisce con queste parole – “il testo del decreto chiarisce che ‘Fermo restando l’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 63, la quota di partecipazione diretta dovuta dalle famiglie per l’accesso ai servizi di trasporto degli alunni può essere, in ragione delle condizioni della famiglia e sulla base di delibera motivata, inferiore ai costi sostenuti dall’ente locale per l’ erogazione del servizio, o anche nulla, purché sia rispettato l’equilibrio di bilancio di cui all’articolo 1, commi da 819 a 826, della legge 30 dicembre 2018, n. 145’. Si supera così quella che poteva essere una vera tegola sulla testa di molte famiglie, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree rurali e montane, dove, senza l’intervento dei Comuni, sarebbe impossibile garantire tale importantissimo servizio alle famiglie”.

Quindi si rilevano ulteriori sblocchi di fondi e finanziamenti da parte del Governo, e a beneficiarne è ancora una volta il Canavese e i piccoli Comuni in particolare: “Vi è il chiaro intento da parte del Governo di finanziare i territori, con un occhio ai Comuni, in particolare alle piccole realtà, quello che vogliamo è valorizzare i nostri fantastici Borghi, è chiaro che per la dimensione e la collocazione dei suoi Comuni il Canavese è avvantaggiato”, interviene il Deputato Canavesano Alessandro Giglio Vigna, che prosegue: “Ci sono infatti cinque piccoli Comuni Canavesani che nei giorni scorsi si sono visti liquidare dal Ministero delle Autonomie i contributi per il sostegno del commercio nei piccoli borghi: il contributo finanzia progetti per le annualità 2014-2017; a incassare 25mila euro ciascuno, sono stati Ingria, Ribordone, Borgiallo, Pratiglione e Levone”.

Chiude le dichiarazioni il Consigliere Regionale Andrea Cane, che di Ingria è anche Consigliere Comunale: “provo enorme soddisfazione per il decreto scuola, che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale a partire dal 28 agosto, in tempo utile per l’avvio del nuovo anno scolastico e risolverà in questo modo la preoccupazione che agitava negli scorsi mesi diversi Sindaci dei centri più piccoli, che si trovavano spiazzati in merito alla gestione dei trasporti scolastici: un’altra prova di un’altra velocità per quanto riguarda la politica nei confronti degli enti locali, non solo in termini di ascolto ma anche di risultati effettivi, soprattutto per far risparmiare le famiglie. Ora attendiamo che le varie associazioni e soprattutto i suoi vari rappresentanti “filo PD” effettuino equivalenti campagne mediatiche di soddisfazione così come fanno tutti i giorni per generare allarmismi su questioni che invece vengono sempre trattate con serietà e mai lasciate al caso da parte dell’attuale Governo. Infine per quanto riguarda i contributi al Commercio, non posso che essere contento non solo per la mia piccola Ingria che dopo quasi 30 anni finalmente potrà riavere un negozio, ma anche per tutti gli altri piccoli centri del nostro Piemonte: ricordo che inoltre ad inizio luglio si è aperto il nuovo bando per le annualità 2018 e 2019, che mette a disposizione anche i residui degli anni precedenti, per un totale di 16 milioni di euro”. I Comuni hanno tempo fino al 26 novembre per chiedere risorse in tre ambiti: ripristino delle aree danneggiate dagli eventi atmosferici di fine ottobre 2018; prevenzione del dissesto idrogeologico e promozione del turismo, delle attività artigianali, del commercio. Le Amministrazioni dovranno presentare una domanda singola o in forma associata alla Regione.

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