COLLE DEL LYS – In occasione della manifestazione “Eurolys”, domenica 7 luglio nella sede dell’Ecomuseo della Resistenza “Carlo Mastri” è stato inaugurato il nuovo centro visite del Parco provinciale del Colle del Lys. Era presente la consigliera metropolitana delegata all’ambiente, ai parchi, alle aree protette e alla vigilanza volontaria Barbara Azzarà.

La nuova sede è stata ricavata grazie all’ampliamento e alla ristrutturazione dell’attuale fabbricato, in cui trovano posto nuovi e originali allestimenti espositivi, che valorizzano il concetto di resilienza, cioè la capacità di resistenza e sopravvivenza ad eventi sfavorevoli. Al Colle del Lys la resilienza è stata dimostrata sia dagli uomini durante la Seconda guerra mondiale che dalla natura nel corso dei secoli. La ristrutturazione, l’ampliamento e il ri allestimento del fabbricato che a suo tempo la Provincia aveva concesso in uso al Comitato della Resistenza sono stati progettati e realizzati in pochi mesi, grazie alla professionalità e all’impegno di alcuni tecnici delle Direzioni sistemi naturali e Azioni integrate con gli Enti locali. I locali ristrutturati ospitavano sino a pochi mesi fa un portico e un magazzino, mentre ora illustrano, grazie ad una serie di pannelli e ad alcune teche con animali imbalsamati, le peculiarità storiche e naturalistiche del luogo. 

Durante la cerimonia di inaugurazione la Consigliera Azzarà ha sottolineato che “anche questa è stata una dimostrazione di resilienza cioè di adattamento, in particolare alla crisi istituzionale delle Province e in particolare a quella di Torino, che nel 2015 si è trasformata in città Metropolitana per poter cogliere nuove sfide di coordinamento e sviluppo sostenibile dei territori. La crisi ha depauperato risorse economiche e umane dell’Ente, che sta ora reagendo alle difficoltà organizzative e strutturali e recuperando una nuova capacità operativa sul territorio. Quella che inauguriamo oggi è quindi non solo una sede fisica ma anche un percorso e la dimostrazione che, pur ridotte nei numeri, le risorse di professionalità e preparazione tecnica e culturale ci sono, sono integre e operano tutti i giorni nell’interesse della collettività e dei beni comuni fra i quali la tutela della biodiversità, che costituisce un elemento forse ancora poco conosciuto ma indispensabile per la vita e la sopravvivenza dell’uomo”.

La sede del Parco del Colle del Lys è stata concepita come punto di riferimento culturale e ambientale per i molti cittadini che nei fine settimana frequentano il Colle del Lys, ma anche come occasione di importanti attività didattiche rivolte alle scuole. Nella sala dedicata all’ambiente del Parco sono illustrate le principali caratteristiche dell’ecosistema locale, della flora e della fauna che popolano il territorio. 

Un Parco in via di rinaturalizzazione

Il Parco naturale del Colle del Lys è nato nel 2004 per volontà dell’allora Provincia di Torino, oggi Città metropolitana. L’area attualmente gestita dall’Ente di area vasta si estende su di una superficie di 360 ettari a cavallo tra la Valle di Susa e la Valle di Viù, salendo dai 1000 metri di quota del santuario della Madonna della Bassa ai 1600 metri della cima del Monte Arpone. I terreni sono quasi totalmente di proprietà della Città metropolitana.

Fino alla fine del 1800, il paesaggio mostrava un mosaico di elementi: campi terrazzati, coltivati a patate e segale, frutteti, distese di pascoli, boschi intensamente sfruttati per la produzione di legna e castagne, piccole baite abitate tutto l’anno. L’impronta umana era forte e tangibile e tutto era organizzato in funzione della sopravvivenza degli abitanti locali.

Oggi il Parco ha ripreso un aspetto più naturale: vaste pietraie si alternano a foreste di conifere, in particolare di Larice e Pino nero, nate dai rimboschimenti artificiali effettuati intorno al 1920 per contrastare l’eccessivo sfruttamento del passato. Il piano di gestione selvicolturale elaborato negli anni scorsi ha lo scopo di riportare il Parco alla vegetazione spontanea, in cui prevalevano un tempo le latifoglie, come il frassino, il tiglio e l’acero. Nel sottobosco crescono già oggi spontaneamente giovani faggi, aceri di monte, frassini, sorbi e maggiociondoli, specie tipiche di queste quote, che saranno favorite dagli interventi di gestione che il Parco porterà avanti nei prossimi anni. Le radure, un tempo più ampie e pascolate, tendono a sparire poiché colonizzate da nuovi cespugli e piccoli alberi. In primavera mostrano belle fioriture di genziane, gigli e orchidee e rappresentano un ambiente importante per le parate nuziali dei galli forcelli e per la riproduzione di una miriade di insetti, fra cui splendide farfalle. Il Colle intercetta un’importante rotta migratoria utilizzata nei periodi di passo dagli uccelli, in particolare dai rapaci, per spostarsi da Nord a Sud e viceversa. Di particolare interesse l’aspetto geologico, per la presenza delle rocce peridotiti del Massiccio ultra basico di Lanzo, che nel giro di alcuni milioni di anni hanno costituito le pietraie che caratterizzano il paesaggio e ricoprono i pendii, dando vita ad un panorama unico al mondo. 

L’area protetta è segnata da un’antica rete di sentieri e di mulattiere, una volta utilizzata per gli spostamenti quotidiani da una frazione all’altra e divenuta strategica per le azioni di resistenza al nazifascismo della 17ª Brigata Garibaldi “Felice Cima” che, dal 1943 al 1945, fece del Colle la propria base. La Resistenza e il feroce rastrellamento nazifascista del 2 luglio 1944, nel corso del quale morirono ventisei giovani partigiani della Brigata “Felice Cima”, sono rievocati dalla torre del piazzale del colle, dal giardino della Resistenza e della pace tra i popoli, dalla lapide sulla fossa comune, da numerose bacheche, ma soprattutto da Eurolys, manifestazione animata da migliaia di giovani che ogni anno si incontrano al Colle per ragionare sulla libertà, sulla democrazia, sulle dittature, sulle nuove identità culturali, sui valori della cittadinanza europea e d’ora in poi, grazie al nuovo centro visite del Parco, anche sull’importanza della biodiversità e della tutela della natura per garantire la sopravvivenza umana. 

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