IVREA – Nella tarda mattinata di ieri, lunedì 1 luglio, presso il primo piano della Casa circondariale di Ivrea, dove sono ristretti detenuti a regime ordinario, si sono fronteggiati da un lato detenuti nord africani e, dall’altro detenuti italiani.

Gli stessi, hanno dato luogo a una violenta rissa colpendosi con bastoni di legno, sgabelli, manici di scopa ed altro ancora. Il bilancio finale, ha riguardato contusioni e ecchimosi di varia gravità. L’epilogo finale poteva essere addirittura letale per alcuni dei detenuti coinvolti, uno, in particolare, è stato strappato dalle grinfie della violenza inaudita e tratto in salvo dal provvidenziale intervento degli Agenti della Polizia Penitenziaria che hanno riportato una prognosi fino a 15 (quindici) giorni per sedare gli scontri.

A dare la notizia è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci che prosegue : “La situazione nel carcere di Ivrea è incandescente aggravata dalla notevole carenza di organico sia del ruolo Ispettori che del ruolo Agenti e per converso da un sovraffollamento della popolazione detenuta che non finisce di aggravarsi. In tali condizioni – conclude il leader dell’OSAPP – solo il costante sacrificio da parte dei poliziotti penitenziari, tra l’altro non indenni da danni alla propria incolumità fisica, riesce a volte, come nella situazione di ieri, a porre un qualche rimedio alle precarie e pericolose condizioni che di volta in volta si verificano. Ma è innegabile che qualora non si provveda a integrare l’esigua disponibilità organica degli addetti del Corpo di Polizia Penitenziaria e non ci si adoperi per una riorganizzazione della struttura non potranno più evitarsi conseguenze anche irreparabili.”

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