di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni e You Can Print

Come ogni anno, anche quest’anno si è svolta la Giornata Mondiale dell’ Ipertensione arteriosa e ne ho approfittato per incontrare il Professor Dario Manfellotto, Direttore del Centro Ipertensione Arteriosa e Gestazionale presso l’Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma.

Domanda: Professore, lei dirige il Dipartimento di Medicina interna e centro Arterioso, ci racconti qualcosa della Giornata Mondiale dell’Ipertensione arteriosa.
Risposta: È una giornata organizzata ogni anno anche dalla Società Italiana Ipertensione e diverse altre Società Italiane. I cittadini vengono accolti dai volontari per misurare la pressione.

Domanda: Perché i cittadini vengono qui per misurare la pressione? Intendo dire, perché voi date così importanza a questa giornata?
Risposta: Perché ben quindici milioni di italiani soffrono di ipertensione.

Domanda: Professore, un problema molto più esteso di quello che possiamo pensare noi cittadini?
Risposta: Assolutamente si, considerando poi che molti nemmeno sanno di avere la pressione alta.

Domanda: Quali potrebbero essere i campanelli di allarme?
Risposta: Beh, la familiarità. Ovvero, se i genitori sono ipertesi, il rischio è alto per i figli. Poi, con l’età si parla di ipertensione sistolica, ovvero aumenta la pressione massima e la diastolica, ovvero la minima si abbassa.

Domanda: Cosa volete dire con le vostre iniziative, come la giornata dell’ipertensione?
Risposta: Rappresentano una campagna di sensibilizzazione utile. Le nostre iniziative servono a scuotere i cittadini per prevenire ictus, malattie del cuore, come lo scompenso cardiaco e l’insufficienza renale.

Domanda: Ogni anno, quanti cittadini arrivano per farsi misurare la pressione in occasione della giornata dedicata all’ipertensione?
Risposta: Arrivano circa 250/300 persone ogni anno. I cittadini hanno sicuramente interesse ad avere medici ed infermieri a loro disposizione gratuitamente. La popolazione risponde in modo molto positivo. Ma la stessa iniziativa si svolge anche in altri ospedali, in tutta Italia.

Domanda: Mi viene la curiosità di chiederle a questo punto qual è lo stile di vita per evitare l’ipertensione.
Risposta: Evitare l’obesità. Evitare di mangiare molto sale. Non bere molto vino. Il vino in dosi normali è positivo, un bicchiere di vino rosso va bene.

Domanda: Professore, lo sport e il movimento quanto sono importanti per prevenire l’ipertensione?
Risposta: Lo sport va bene, ma in rapporto alla possibilità del singolo. Un anziano deve camminare, può fare una ginnastica leggera, ma non può affrontare sforzi. Tutto deve essere svolto in relazione all’età. Il sollevamento pesi, lasciamolo ai giovani, per capirsi.

Domanda: Già intervistando un suo collega, si definì un Direttore d’ Orchestra. Le calza questo titolo?
Risposta: Sì. Mi sento uno specialista che dirige altri specialisti. Oltre che “Esperto di casi difficili”, questo mi dà molte soddisfazioni.

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