RIPAROLIUM – «Mi sembra inconcepibile che nel 2019 si impieghi quasi un’ora, se non di più, per andare in treno a Torino da Rivarolo. Si faceva prima un tempo con la vecchia Littorina diesel».

Fabrizio Bertot, candidato sindaco di Riparolium (nonchè alle Europee per Fratelli d’Italia) punta il dito su uno dei temi caldi per i rivarolesi: la Canavesana. Da oltre un anno la linea 1 del Sistema ferroviario metropolitano, nonostante l’entrata in funzione dei nuovi treni acquistati nel 2010 dall’allora assessore ai Trasporti regionale Barbara Bonino, ha «guadagnato» l’attenzione costante dei media per la frequenza di guasti e ritardi che l’hanno colpita.

Tutto è cominciato con lo spaventoso e drammatico incidente ferroviario in Puglia, che ha spinto il Governo a emanare provvedimenti drastici per limitare la velocità di percorrenza dei convogli in tutte le linee italiane a binario unico. Quindi anche l’Sfm1. Che non dispone di un sistema computerizzato in grado di comandare la frenata di urgenza nel caso in cui vengano superati i vincoli di marcia. In attesa di installare l’Scmt, la Canavesana è stata soggetta ad una limitazione di velocità sino agli attuali 50 km/h, che hanno innalzato drasticamente i tempi di percorrenza.

Ma come se non bastasse la riduzione della velocità, è iniziata per i pendolari canavesani una via Crucis fatta di frequenti guasti meccanici. «Come se non bastasse, abbiamo dovuto anche assistere all’inconcludente e irritante gioco dello scaricabarile tra Regione e Gtt per rimbalzarsi le responsabilità di una situazione francamente imbarazzante e inaccettabile – continua Bertot – Per non parlare della grottesca questione rappresentata dagli sconti miserevoli offerti ai pendolari che rinnovavano l’abbonamento: dopo aver perso montagne di ore di lavoro (o di scuola) per i ritardi del treno sentirsi offrire 1 euro e mezzo di sconto deve essere parsa a molti una presa in giro».

Recentemente la vicenda dell’Sfm1 ha visto però una svolta clamorosa con il fragoroso fallimento della gara d’appalto per la gestione delle cinque linee metropolitanee, che negli intendimenti della Giunta Chiamparino avrebbe dovuto favorire l’ingresso di nuovi player internazionali in partnership con Gtt. Cosa che però non è successa, con il ritiro all’ultimo minuto della compagnia anglo- tedesca Arriva che aveva siglato un accordo ad hoc con Gtt (anch’esso quindi sfumato). Ritiro che ha lasciato campo libero a Trenitalia che potrà così acquisire la gestione delle due linee dell’Sfm che ancora le mancavano, ossia proprio la Canavesana e la Torino-Ceres.

«Ma non vedo questo cambiamento necessariamente come peggiorativo – commenta Bertot – La cattiva gestione di Gtt, da sempre «terreno di caccia» del Pd, ormai aveva portato l’azienda ad un punto di non ritorno. E a farne le spese, come abbiamo visto, sono stati gli utenti. Trenitalia avrà i suoi difetti, è indubbio, ma magari il materiale rotabile a disposizione non prevederà più quei vecchi treni arancioni che sono diventati l’incubo peggiore dei passeggeri. E io credo che dopo il 26 maggio, quando con ogni probabilità l’inconcludente Giunta regionale di Centrosinistra sarà mandata a casa, si potrà finalmente tornare a parlare di sviluppo e di futuro della linea Canavesana. Per Rivarolo un collegamento ferroviario rapido e, soprattutto, puntuale è decisivo e fondamentale. La nostra stazione ha le potenzialità per diventare un hub di collegamento con il capoluogo. Per l’importanza strategica che l’Sfm1 riveste in termini di crescita e futuro di Rivarolo, io credo che sia necessario avere una figura di riferimento: quindi ad una delega dedicata ai collegamenti con Torino da affidare ad un consigliere comunale della mia maggioranza».

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