RIPAROLIUM – Langue il commercio in cit- tà, tra attività storiche che hanno cessato l’attività, o che hanno annunciato un’ormai prossima chiusura, e un numero sempre più elevato di serrande abbassate anche nelle vie del centro. Tra la crisi economica e la concorrenza sempre più agguerrita dello shop on line, i negozi al dettaglio rivarolesi attraversano una fase di sofferenza.

I giorni della “Capitale del Canavese” sono ormai un pallido ricordo, a causa dell’inconsistenza delle politiche attuate dall’Amministrazione Rostagno. «L’assessore Claudio Leone aveva promesso in campagna

elettorale di far rifiorire i piccoli esercizi commerciali e di porre un freno all’espandersi della grande distribuzione – commenta l’ex consigliere di Riparolium Flavio Vacca – Mi sembra sia riuscito perfettamente nel fare l’esatto contrario. Le chiusure di negozi in centro si sono moltiplicate e nell’ultimo Consiglio comunale ha approvato il Piano regolatore che prevede lo sbarco di nuove attività dalle metrature importanti: invece di sostenere il commercio al dettaglio, si avvantaggia la concorrenza. Complimenti». A fare difetto alla Giunta uscente è stata non solo la carente progettualità, ma anche l’incapacità di tradurre i pochi progetti in iniziative di qualità e di successo.

Su tutte, la Fiera del Canavese e lo Street food. «Due idee in sé per sé non cattive, ma pessimamente allestite – ribadisce Aldo Raimondo, consigliere di opposizione in questi cinque anni – Pensiamo allo Street food: doveva essere una manifestazione per presentare il cibo di strada nelle varie declinazioni della tradizione culinaria regionale italiana. E così è stato, più o meno, per la prima edizione. Dopo di che abbiamo assistito ad un rapido declino verso la rassegna dei paninari da stadio. La qualità è crollata vertiginosamente. Stesso destino anche per il cosiddetto mercato della Crocetta. Se non c’è il controllo e la supervisione dell’assessore al Commercio, queste manifestazioni si rivelano solo un danno per il commercio del centro storico». Bilancio negativo

anche per la Fiera del Canavese. «Partendo dal presupposto che un format come quello delle edizioni anni Ottanta non può essere ripetuto, perché non funziona più, è evidente che per poter riproporre la Fiera occorre trovare delle soluzioni nuove – aggiunge Flavio Vacca – Cosa che l’Amministrazione Rostagno non ha fatto. E così l’evento si è tramutato in un flop clamoroso

al punto che, per evitare un effetto boomerang, la Giunta ha preferito glissare sulla possibilità

di una nuova edizione, che sarebbe dovuta cadere quest’anno. Evidentemente l’eventualità di una nuova figuraccia a ridosso delle votazioni li ha convinti a far saltare l’organizzazione. Ma così

dimostrano una volta di più la loro inconsistenza». La Fiera del Canavese e lo Street food sono, però, solo due esempi del fallimento delle politiche commerciali della Giunta Rostagno. «Ma c’era una politica commerciale? Io non me ne sono accorto – ironizza Raimondo – Ho visto solo un

deserto di idee ed iniziative. Perfino le casette di legno natalizie e la pista di pattinaggio sono state cancellate. Un Natale desolante. Non solo non sono stati in grado di progettare delle manifestazioni di successo, ma hanno rovinato anche quelle esistenti».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here