RIPAROLIUM – Pensare al futuro e non al quotidiano. Governare e non gestire. E’ questa la filosofia alla base del programma con il quale ci presenteremo alle prossime amministrative del 26 maggio.

Ed è per questo che non mi interessa rivangare quanto fatto durante i nostri mandati alla guida della città, né quanto realizzato o meno dopo. La nostra ottica è il domani, sono i progetti per la Rivarolo dei prossimi vent’anni. Ad esempio la costruzione di un nuovo edificio per le scuole medie. Non possiamo immaginare, infatti, di continuare a gettare risorse per manutenzioni costanti che non risolvono il problema di base: le medie attuali non dispongono di spazi adeguati alle necessità didattiche attuali.

Così come dobbiamo progettare una viabilità alternativa a corso Italia per giungere in corso Indipendenza, in modo da non ingolfare il centro storico. L’obiettivo che ci poniamo con il nostro programma è di riportare Rivarolo a ricoprire quel ruolo morale di capitale del Canavese che tutti le riconoscevano fino a pochi anni fa. La città è vitale, nonostante tutto, il suo motore funziona, ma ha bisogno di essere potenziato.

E il motore è rappresentato dalle tante associazioni che animano il calendario annuale cittadino con le loro attività. Eventi che devono restituire a Rivarolo la sua vocazione di centro di riferimento per tutto il territorio che arriva fino al Parco nazionale del Gran Paradiso. Un territorio, compreso nell’ambito della Città Metropolitana, che ha bisogno di maggiore peso politico.

E potrebbe assicurarlo Rivarolo se procedesse verso una fusione con i paesi limitrofi così da ottenere una dimensione da 18-20mila abitanti. Fusione che non deve però essere vista come un declassamento, ma anzi come una possibilità di entrare a far parte di un nuovo soggetto in grado di contare di più sia in sede territoriale che di enti sovracomunali. Questa, come le altre nostre idee per il futuro, ruotano intorno ad un punto fondamentale, rappresentato dal ruolo centrale che deve essere rivestito dalla famiglia. Il rispetto per le sue funzioni e la sua importanza è il riferimento attorno al quale è costruito il nostro programma elettorale.

La famiglia è l’unità di conto che ogni buon amministratore pubblico deve tenere in considerazione prima di tutto. La famiglia rappresenta però anche la nostra cultura, la nostra identità e dobbiamo difenderla, riaffermandone la centralità contro la propaganda di una certa sinistra che vorrebbe minarla dalle fondamenta.

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