AGLIÈ / TORINO – Restituzione dei tre dipinti del ‘700, rubati al Castello ducale di Agliè il 24 ottobre 1980 e rintracciati sul mercato dell’antiquariato, questa mattina, giovedì 11 aprile, presso la sede del Polo Museale del Piemonte.

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Le indagini del Nucleo, coordinate dalla Procura della Repubblica di Modena, sono scaturite dal controllo periodico effettuato all’interno dei siti web delle case d’asta e dei siti internet dedicati al commercio di beni d’arte.

Le immagini e la descrizione complessiva delle opere, comparate con quelle contenute nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, la più completa banca dati di opere d’arte rubate esistente al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma, hanno consentito di scoprire che le tre opere pittoriche erano riconducibili ad un eclatante furto commesso il 24 ottobre del 1980 ai danni del Castello Ducale di Agliè nel corso del quale vennero sottratti dalla collezione 31 dipinti del ‘700 realizzati dall’artista di Corte Savoia, Angelo Maria Crivelli e dalla sua scuola.

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I dipinti, acquistati da un collezionista emiliano a pochi mesi da loro furto, e da sempre custoditi all’interno di un’ abitazione privata, erano comparsi sul mercato nel 2017 presso una nota casa d’asta lombarda e successivamente nel 2018 presso un antiquario emiliano, dove sono stati rintracciati e posti in sequestro.

Ulteriori accertamenti tecnici e stilistici svolti attraverso la consultazione dell’inventario storico ed il riconoscimento delle tre opere da parte della Direttrice del Castello Ducale di Agliè , Alessandra Guerrini- hanno infine permesso di stabilire la coincidenza delle opere sequestrate con quelle trafugate nel 1980.

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Le particolari scene di caccia, commissionate al Crivelli dalla famiglia Savoia, costituiscono un essenziale elemento di arredo del Castello, che oltre il valore economico, testimoniano la particolare importanza che la residenza di caccia di Agliè ha costituito durante il regno sabaudo.

L’evento odierno testimonia, ancora una volta, come solo attraverso la stretta e fattiva collaborazione tra gli storici dell’arte, i responsabili delle collezioni museali statali ed i Carabinieri si può garantire, anche a distanza di molto tempo, la ricomposizione di percorsi storici, culturali e sociali con la restituzione alla collettività, di preziosi ed unici beni, ormai creduti dispersi, che costituiscono e identificano l’identità dei luoghi dai quali sono stati sottratti.

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