TORINO – Sopralluogo lungo il fiume Po da parte dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco, coordinati dai Carabinieri, che ne hanno scandagliato per oltre due ore il fondo con l’ausilio di un metal detector, alla ricerca della pistola semiautomatica utilizzata dagli assassini di Umberto Prinzi, senza trovare però nulla.

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L’indagine, che aveva avuto una svolta a partire dal ritrovamento della vettura nella quale erano state rinvenute sul sedile tracce di sangue che avevano lasciato intendere che Prinzi fosse stato assassinato a bordo della sua macchina, aveva portato i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino ad un fermo di indiziato di delitto, nei confronti di 2 torinesi, con precedenti di polizia, ritenuti responsabili in concorso dell’omicidio di Umberto Prinzi avvenuto a Moncalieri il 14 dicembre 2018.

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Prinzi, ucciso con due colpi di pistola alla nuca, era tornato in libertà da quasi due anni, dopo averne trascorsi 22 in carcere per l’omicidio della fidanzata transessuale Valentina alias Cosimo Andriani, avvenuto nel 1995. I due avevano avuto una relazione. Prinzi, durante un litigio, strangolò Valentina e poi nascose il cadavere in un sacco, gettandolo in una scarpata nelle Valli di Lanzo. Condannato a 22 anni di carcere, si professò sempre innocente. Nel 2007 fece ritrovare il corpo e ammise il delitto. Nell’autunno del 2017 era uscito dal carcere.

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