TORINO – Dalle prime ore di questa mattina, è in corso una vasta operazione del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Torino, del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma e del Ros Carabinieri, nei confronti di un sodalizio di matrice ‘ndranghetista radicato sul territorio piemontese.

Le indagini sono estese alla provincia di Torino e di Vibo Valentia e vedono impegnati circa 400 militari della Guardia di Finanza e 30 carabinieri.

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Dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.i.p. Del Tribunale di Torino su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 17 indagati, ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione di tipo mafioso ed altro.

I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa avviata nel 2012 dal Ros dei Carabinieri e nel 2015 dalla Guardia di Finanza che hanno consentito di raccogliere significativi elementi che permettono di dimostrare l’esistenza e l’operatività in piemonte di un gruppo delinquenziale, appartenente all’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta.

Gli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Torino hanno ricostruito l’operatività di una ‘ndrina esercitante un controllo capillare su un territorio che dal Comune di Carmagnola si estende sino ai confini della Provincia di Cuneo.

Dalle indagini è emersa anche l’esistenza di un sodalizio “allargato”, composto da cosche della ‘ndrangheta operative tra le province di Torino e di Cuneo che avevano stretto un patto di alleanza con esponenti di Cosa Nostra siciliana, attivi a Carmagnola.

In tal modo personaggi di spicco dei distinti contesti mafiosi hanno potuto gestire, di comune accordo, numerose attività illecite nei settori del traffico di stupefacenti e delle estorsioni.

Obiettivo della vasta operazione di polizia è anche il sequestro di numerosi immobili, società (finanziarie, immobiliari, concessionarie di autoveicoli, imprese edili), conti correnti e cassette di sicurezza per un valore complessivo pari a oltre 45 milioni di euro.

Oltre 60 le perquisizioni, nei confronti dei 35 responsabili complessivamente indagati, in diverse località delle province di Torino, Genova, Cuneo e Vibo Valentia, condotte con il supporto di unità cinofile, un velivolo delle Fiamme Gialle e mezzi tecnici dell’Esercito Italiano – 32° Reggimento Genio Guastatori di Fossano.

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