TORINO – “Ditemi che non è vero, non riesco a crederci –

piange Rosina Platì mamma dell’operaio Giuseppe De Masi, il settimo operaio ustionato che perse la vita a soli 26 anni in quel terribile incendio alla Thyssenkrupp di Torino, alla notizia della scarcerazione di Marco Pucci, l’ex manager della ThyssenKrupp – sono arrabbiatissima e come vivere in un incubo dove non mi risveglierò mai. Quella della Thyssen doveva essere una sentenza epocale, un monito per tutti gli imprenditori e invece si è trasformata in una vergogna per l’Italia, ma come fa la gente a fidarsi ancora di uno Stato così, di chi possiamo fidarci. Da poco siamo stati ricevuti dal Ministro di Grazia e Giustizia Bonafede e ci auspichiamo che possa intervenire su quella che sta diventando una farsa”.

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Da poche ore Pucci ha ottenuto l’affidamento ai servizi sociali e ha potuto lasciare il carcere di Terni dove era detenuto dal maggio del 2016, mentre sette famiglie non vedranno mai più ritornare a casa i loro i cari. Intanto in Germania i manager tedeschi Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz godono la piena libertà e forse non rischieranno mai nemmeno un giorno di carcere”Mi sembra di lottare contro i mulini a vento – conclude Rosina Platì- loro chiedono la grazia ma noi chiediamo che venga fatta giustizia perché chi ha sbagliato deve pagare”

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