TORINO – “Il numero unico 112 ha consentito di liberare le centrali operative dalle chiamate inappropriate, permettendo così agli operatori di dedicarsi effettivamente alle emergenze. Come accade quando viene introdotta un’innovazione, ci sono state criticità, ma nel complesso si è verificato un miglioramento del servizio rispetto al passato, una riduzione dei tempi di risposta e la possibilità per chi chiama di essere geolocalizzato. In sostanza, la sicurezza per i cittadini è aumentata”.

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Lo sottolineano il presidente della Regione Sergio Chiamparino e l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che questa mattina nella sede della Regione Piemonte hanno partecipato alla presentazione dei risultati del centralino unico per le emergenze, in occasione della Giornata europea del 112. Presenti il prefetto di Torino Claudio Palomba, i vertici regionali e provinciali delle forze dell’ordine e degli enti impegnati nel servizio, gli operatori delle centrali di Grugliasco e Saluzzo e il referente nazionale della commissione ministeriale che sovrintende al 112, Carlo Bui.

La Regione Piemonte dichiara che “nei primi due anni dalla sua attivazione, il 112 ha ricevuto 3 milioni e 239mila telefonate. Il 43% di queste, 1 milione e 392mila, si sono rivelate inappropriate in quanto semplici richieste di informazione o errori di chiamata. La presenza del centralino unico ha consentito di filtrare queste chiamate evitando agli operatori un carico di lavoro inutile. Alle centrali di emergenza ne sono state effettivamente girate 1 milione e 847mila: il 46% all’emergenza sanitaria 118, il 31% ai Carabinieri, il 13% alla Polizia, il 9% ai Vigili del Fuoco, l’1% alla Polizia municipale della Città di Torino. Alla quasi totalità di queste chiamate è stata data risposta immediata. Il tempo di attesa è stato entro i 5 secondi nel 66% dei casi, entro i 10 secondi nell’86%, entro i 20 secondi nel 92%. Per oltre metà delle chiamate (il 56%) l’intero tempo di gestione non ha superato i 45 secondi, mentre nell’86% dei casi è restato entro i 75 secondi. Infine, il dato che meglio attesta il miglioramento avvenuto: prima dell’avvio del centralino unico 112, dal 7 al 9% delle chiamate non riceveva risposta dagli operatori delle rispettive centrali, circa una telefonata su 12. Oggi le mancate risposte rappresentano l’1,8% del totale, una su 55.”

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“Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti gli operatori che sono impegnati quotidianamente nelle centrali – aggiungono il presidente Chiamparino e l’assessore Saitta -. Questi risultati sono il frutto del loro lavoro, oltre che il riscontro di come non sempre la rappresentazione che viene fatta dell’attività del centralino unico rispecchi la realtà dei fatti. Si tratta invece di implementare un servizio che si sta dimostrando uno dei modelli pilota in Italia”.

Il coordinatore Bui si è complimentato, in particolare, con la Regione Piemonte per l’applicazione FlagMii, che è stata rafforzata con l’attivazione del 112 e per cui si valuterà l’estensione a livello nazionale. La app si può scaricare gratuitamente sul proprio smartphone e, in caso di emergenza, invia ai soccorritori le coordinate Gps esatte permettendo l’individuazione immediata.

Nel caso in cui l’utente non avesse installato l’app sul cellulare, dalla centrale parte automaticamente un sms sul telefono di chi sta chiamando: cliccando il link contenuto vengono ugualmente inviate ai soccorritori le coordinate Gps esatte. In più, l’app consente l’apertura di una chat istantanea con un operatore del centralino nel caso in cui chi chiede aiuto sia impossibilitato a parlare. Un supporto che può essere importante, ad esempio, per persone con alcune forme di disabilità.

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Di diverso avviso il Sindacato di Polizia di Stato Siap. “È la decima ricorrenza della giornata europea del Numero Unico Europeo 112 e dobbiamo ricordare che i problemi evidenziati da ormai

due anni in Piemonte non sono stati risolti – commenta Pietro Di Lorenzo, Segretario Generale Provinciale del SIAP – Abbiamo lanciato allora un grido di allarme sul rischio concreto che l’allungamento dei tempi di risposta potesse compromettere la salvaguardia della vita umana. “Lo abbiamo fatto da tecnici, indicando una casistica precisa e fornendo esempi reali della nostra pratica quotidiana di professionisti della sicurezza sul campo e non da fumosi “esperti” politici o aziendalisti di sorta”

La terribile tragedia occorsa al bambino di 10 anni, annegato il 28 luglio 2017 in provincia di Alessandria, ha confermato, secondo la ricostruzione degli stessi Vigili del Fuoco, che il passaggio dal 112 NUE ha causato un considerevole e grave ritardo nell’attivazione dei soccorsi specifici.

“Pochi minuti spesso fanno la differenza tra la vita e la morte ed i passaggi telefonici tra il richiedente aiuto e l’Ente preposto sono troppi. L’unica soluzione logica è creare una sala interforze, sul modello di quelle già esistenti in Europa, con operatori della sicurezza, del soccorso tecnico e del soccorso sanitario riuniti per abbattere in tempi di gestione delle richieste di soccorso e dare al cittadino una risposta migliore e più efficace. Per questo il Siap continua a battersi”

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Parere concorde anche per il Movimento Cinque Stelle Piemonte. “Il Numero unico di emergenza 112 in Piemonte non funziona come dovrebbe. Lunghe attese, indicazioni approssimative, ambulanze che non trovano i pazienti e tempo prezioso perso in molti interventi. Bisogna cambiare e farlo subito, in ballo ci sono la salute e la sicurezza dei cittadini piemontesi.  Oggi si è tenuto in Consiglio Regionale un convegno promosso dai principali sindacati degli operatori dei numeri dell’emergenza (112, 115, 118): Nursind, Uil e Siulp. Nello stesso momento la Regione si è trincerata in una conferenza stampa autocelebrativa, rifiutando il confronto dei sindacati, dicendo che “tutto va bene madama la Marchesa”. I sindacati hanno chiesto l’intervento del Governo per modificare la legislazione vigente. Sappiamo che la ministra Grillo tiene in grande considerazione la questione del funzionamento del Numero unico di emergenza 112. “

E proseguono: “Nell’attesa di tale modifica, il Movimento 5 Stelle Piemonte chiederà attraverso un emendamento al bilancio regionale di sperimentare in una sede 112, una Centrale unica interforze, in modo che tutti i soggetti interessati (operatori sanitari, vigili del fuoco e forze dell’ordine) vengano coinvolti in egual misura contribuendo a migliorare il servizio, evitando il ricorso al doppio filtro dell’operatore laico e del personale tecnico con grandi perdite di tempo. Sulla base degli esiti della sperimentazione, sarà necessario avviare un’analisi precisa, magari da parte dell’Ires, che consenta di scegliere la migliore formula per gestire correttamente il numero di emergenza. 

Chiediamo alla Regione di prendere in considerazione le richieste degli operatori del settore ed accogliere la nostra proposta che ha un costo minimo. “

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