SANITA’ – Nursind, il Sindacato delle professioni infermieristiche, scrive al Ministro Grillo in merito alle gravissime criticità dei pronto soccorso di Torino e città Metropolitana.

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Negli ultimi giorni giungono numerose segnalazioni da tutti i pronto soccorso di Torino e Città Metropolitana. Molinette 100 pazienti in carico, Maria Vittoria più di 100 pazienti, Giovanni Bosco in blackout, al San Luigi di Orbassano finite le barelle e i posti letto nei reparti. Caos anche a Pinerolo, Rivoli, Susa, Cirié, Chieri, Moncalieri, Ivrea e Chivasso .
“Pronto Soccorso completamente saturi, barelle finite, punti di ossigeno finiti, postazioni create per dare spazio ad una barella e che invece ne ospitano tre, ambulanze bloccate, fax inviati al 118 per evitare il trasporto di altri pazienti. – Dichiara Nursind – L’assessore Saitta ha gravissime responsabilità in merito. Il Ministro intervenga.” E ha inviato una lettera al Ministro Giulia grillo e anche alla direzione territoriale del lavoro di Torino, per segnalare “l’elevato stress nel quale è costretto a lavorare il personale.”

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“Onorevole Ministro, – si legge nella missiva – la scrivente Organizzazione Sindacale, che rappresenta il personale infermieristico su tutto il territorio nazionale, con la presente intende esternare la propria preoccupazione in merito alla gravissima situazione dei Pronto Soccorso degli ospedali di Torino e Città Metropolitana.

Già negli anni precedenti, la scrivente Organizzazione Sindacale, era stata costretta a rivolgersi alla Magistratura per denunciare le numerose criticità legate all’iperafflusso dei diversi pronto soccorso, al fine di tutelare i cittadini e gli operatori sanitari che quotidianamente segnalano le pesanti condizioni nelle quali sono costretti ad operare.

Da diversi mesi è stato richiesto invano alla Regione Piemonte e alle varie Aziende, di presentare un piano per il sovraffollamento dei Pronto Soccorso, che puntualmente ogni anno in concomitanza del picco influenzale sembrano “esplodere”.”

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“Ciò nonostante, – prosegue – lo scorso Dicembre siamo stati costretti a portare l’Assessore alla Sanità Piemontese presso il tavolo della Prefettura di Torino, per esternare le nostre fondate preoccupazioni e per cercare assieme delle risposte concrete, ma senza alcun risultato.

L’Assessore Antonio Saitta, non solo ha declinato l’invito in Prefettura, ma riteniamo abbia omesso di mettere in atto tutti gli interventi necessari ed utili al fine di prevenire l’ennesimo caos nei Pronto Soccorso.

Nonostante le nostre richieste infatti, non sono state stanziate risorse economiche per potenziare il personale sanitario e tanto meno per evitare il cosiddetto effetto “imbuto”.

Negli ultimi giorni stiamo ricevendo numerosissime segnalazioni da tutti i Pronto Soccorso di Torino e Città Metropolitana, che sono ormai al collasso.

Solo la responsabilità ed il buon senso del personale che ci lavora infatti, sta evitando il totale blackout del sistema.”

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“Pronto soccorso completamente saturi, – si legge ancora nella missiva – barelle finite, punti di ossigeno finiti, postazioni create per dare spazio ad una barella e che invece ne ospitano tre, ambulanze bloccate, fax inviati al 118 per evitare il trasporto di altri pazienti.

Queste sono solo alcune delle numerose segnalazioni che quotidianamente ci giungono. In alcune strutture è stata addirittura bloccata l’attività chirurgica in elezione.

Onorevole Ministro, riteniamo che tutto ciò che sta accadendo ai cittadini di Torino e Città Metropolitana, sia a dir poco grave e inammissibile.

A causa dell’irresponsabile comportamento di chi dovrebbe tutelare la salute quale diritto costituzionalmente garantito, a pagarne le conseguenze sono cittadini e operatori sanitari.

Pertanto, in caso di eventi avversi alla cittadinanza, la scrivente Organizzazione Sindacale si riserva di rivolgersi alle autorità competenti. Onorevole Ministro, a nome e tutela dei numerosi professionisti che rappresentiamo, le chiediamo cortesemente di mettere in atto tutto gli interventi da lei ritenuti necessari, affinché venga ristabilito il diritto alle cure e alla salute.”

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