IVREA – L’Organizzazione Sindacale autonoma della Polizia Penitenziaria (OSAPP), ha presentato un esposto al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco con richiesta di verifica dell’agibilità della Casa Circondariale di Ivrea, priva del sistema antincendio da inizio ottobre 2018.

“Trattandosi di una struttura in cui si trovano circa 270 detenuti e operano almeno altri 200 operatori ogni giorno – scrive l’Osapp – appare del tutto superfluo sottolineare che l’intervento in essere è richiesto con la dovuta quanto cortese sollecitudine in quanto si tratterebbe, laddove verificato, e a nostro modesto parere, una palese violazione di legge.”

La problematica era già stata denunciata da Osapp nel novembre 2018 agli organi competenti, senza alcun esito. È stata quindi allegata, alla richiesta inviata al Comando dei Vigili del Fuoco, anche la lettera di denuncia inviata all’epoca (12 novembre 2018 al Ministero di Giustizia, Corte d’Appello, Dap, Prefettura, Direzione del Personale e Risorse, Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Servizio Relazioni Sindacali), firmata da Leo Beneduci, Segretario Generale Osapp. La pubblichiamo qui integralmente:

“La scrivente O.S. fa presente alle Autorità in indirizzo che presso la Casa Circondariale di Ivrea il personale di Polizia penitenziaria e persino i detenuti versano in condizioni lavorative, di vivibilità strutturale e gestionale, ai limiti se non, probabilmente, al di fuori della legalità e sicuramente fuori da ogni più elementare forma di organizzazione e gestione prevista per un qualsiasi istituto penitenziario che non sia presumibilmente attribuibile ai paesi, con tutto il dovuto rispetto, del terzo mondo.

Di seguito l’indicazione dei gravi problemi della struttura attestanti quanto indicato:

il Direttore è in procinto di essere trasferito in altra sede senza che sia stato indicato ancora un direttore in sostituzione che, con tutta probabilità, non verrà neanche individuato; il Comandante del Reparto è pro-tempore per tre giorni alla settimana e per i prossimi tre mesi. Non è dato conoscere chi sia il Comandante effettivo né se ve ne sia previsto uno; il Capo Area contabile è incaricato in missione da altro istituto per 1 (UNO!) solo giorno a settimana; l’istituto di Ivrea risulterebbe oberato di debiti con i vari fornitori e non vi sarebbero più fondi neanche per acquistare delle lampadine. Prova ne sia che ultimamente parrebbe che il Capo area contabile a qualunque richiesta di materiale risponda testualmente e per iscritto “non ci sono soldi”; dall’inizio del mese di ottobre 2018 (quindi da più di un mese!!) l’impianto antincendio non è funzionante (!). In caso di incendio dovrebbero intervenire con autobotti i Vigili del Fuoco per un istituto dove lavorano circa 200 persone e con la presenza media di circa 250 detenuti. Il tutto in maniera assolutamente difforme e contrario ai principi ed alle norme sulla sicurezza dei lavoratori;”

E ancora: “gli allarmi antiscavalcamento e anti-intrusione sarebbero parzialmente o totalmente fuori uso ed ormai non riparabili in quanto di vecchia dotazione; l’impianto dell’acqua sarebbe a rischio legionella come segnalato dalla ASL competente tanto che la medesima ha “consigliato” un intervento di purificazione per garantire la sicurezza di tutti. Nessun riscontro è stato dato dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria alla richiesta di intervento della Direzione; la recinzione del campo sportivo interno e la recinzione esterna sono arrugginiti con pericolo di crollo e il muro di cinta è stato dichiarato ormai da più di dieci anni inagibile; le luci notturne sono in gran parte non funzionanti impedendo la visione alle poche video camere di sicurezza presenti perché le lampade essendo di vecchia generazione sono molto costose e si consumano in un anno e mezzo. Essendo l’istituto privo di fondi non si provvede da mesi alla sostituzione e la notte l’istituto è al buio; la carenza di personale di ogni ordine e grado rende difficilissima la gestione dell’intero istituto; qualsiasi richiesta di trasferimento di detenuti per motivi di sicurezza non è quasi mai accolta dal PRAP di Torino mentre al contrario continuano a provenire da altri istituti detenuti trasferiti per qualsiasi motivo ed anche in deroga a sanzioni disciplinari in corso.

Per i motivi dettagliatamente riportati e che perdurano orami da anni, rispetto ai quali gli organi regionali e centrali del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria non hanno ritenuto di adottate, ad oggi alcun utile correttivo, come potranno facilmente verificare le SS.LL., questa Organizzazione Sindacale è costretta proprio malgrado, a richiedere che, con la dovuta, quanto doverosa, urgenza si provveda:

per la Chiusura della Casa Circondariale di Ivrea; per l’emanazione di un opportuno interpello tra tutto il personale dell’amministrazione penitenziaria di stanza presso la C.C. di Ivrea, per essere trasferito in una qualsiasi altra sede/istituto della Repubblica italiana, a propria insindacabile richiesta, tenuto conto dei gravissimi disagi che lo stesso personale ha dovuto subire, per anni, per la gestione, in suddette condizioni, presso la Casa Circondariale di Ivrea.

Per tali ragioni e ai fini di un opportuno, urgente ed autorevole interessamento compatibile con la gravità della situazione, la presente è inoltrata al Prefetto e al Presidente della Corte di Appello di Torino.

Allo Studio Legale di consulenza O.S.A.P.P. cui la presente è anche indirizzata si conferisce contestuale mandato per lo studio e la valutazione di ogni utile iniziativa presso le Autorità giurisdizionalmente pertinenti. Nel ringraziare per la competente attenzione e in attesa di sollecito riscontro in merito alle determinazioni adottate, si ringrazia e si inviano distinti saluti.”

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