CANAVESE – Una donna utilizzata sia come pilota sia per fare i sopralluoghi pochi minuti prima della rapina. Dopo il suo via, iniziava la “partita di calcio”, come dicevano i rapinatori prima dell’assalto.

Modus operandi
La donna in macchina con l’auto accesa. Da lei partiva l’ordine per assaltare l’obiettivo: “Giochiamo a pallone”. Poco dopo quattro complici indossavano delle tute da operaio per confondersi con la folla; al momento buono s’infilavano dei passamontagna neri e sfoderavano una pistola. Gli operai del crimine (o “squadra di calcio”, nel loro linguaggio) , violenti e imbranati allo stesso tempo, sono stati fermati dai carabinieri della Stazione di Leini. In un’occasione hanno picchiato il titolare di una tabaccheria e in un altro episodio, sono fuggiti come quattro ragazzini quando il titolare di una tabaccheria ha urlato : “Andate via o chiamo i carabinieri “.

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L’operazione
I carabinieri della Stazione di Leini hanno arrestato, il 10 dicembre, su ordinanza di applicazione di misure cautelari 5 italiani, 4 uomini e una donna, tra 24 e 38 anni, responsabili di 3 rapine aggravate, tentate e consumate, ai danni di altrettante tabaccherie di Lombardore, Oglianico e San Benigno Canavese, avvenute tra Marzo e Aprile di quest’anno (In particolare: 4 ai domiciliari e uno in carcere). L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea, Dott. Gallo, condotta dai carabinieri di Leinì, in collaborazione con i colleghi di Volpiano, iniziò il 30 marzo scorso, quando 4 persone, vestite con tute da operaio, con il volto coperto e uno armato di pistola, tentarono di rapinare una tabaccheria di Lombardore.

Presero in ostaggio la figlia del titolare per entrare nel negozio ma il padre disse loro.: “Andate via o chiamo i carabinieri “. Spaventati, liberarono la ragazza e andarono via. Grazie all’analisi dei sistemi di video-sorveglianza dell’esercizio commerciale e del comune, è stato possibile risalire alla vettura utilizzata dalla banda per la fuga, intestata a una donna.

Quest’ultima, compagna di uno dei rapinatori e finita ai arresti domiciliari, si è scoperta avere il ruolo di autista con compiti di sopralluogo prima delle rapine. Incrociando vari dati e le frequentazioni della donna, i carabinieri sono risaliti agli altri quattro della banda o “squadra di calcio”, come amavano definirsi i rapinatori per non essere scoperti nel caso in cui i loro telefoni fossero stati intercettati. Sono accusati di altre due rapine a tabaccherie, avvenute in Oglianico il 17 aprile e San Benigno Canavese il 10 marzo, per un bottino di circa 2000 euro.

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La banda, per depistare gli investigatori, utilizzava un linguaggio criptico definendosi una “squadra di calcio” e per l’organizzazione e la commissione delle rapine parlavano di “giocare a calcio” e “partita di pallone”. È stata recuperata la macchina, risultata rubata, utilizzata per le rapine, a cui era stata modificata la targa per impedirne l’identificazione. La banda stava pianificando una rapina a un centro scommesse di Torino e a una coppia di anziani benestanti, sempre di Torino.

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