TORINO – Nella mattinata di giovedì 22 novembre, alle 8,15 circa, all’atto del prelievo di un detenuto italiano 41enne, in attesa di primo giudizio per resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali e altro, ristretto alla 7^ sezione del Padiglione “A” del Carcere di Torino.

Durante il trasferimento in altra sede, questi, ha sferrato due pugni al viso di un Poliziotto Penitenziario che è stato sottoposto alle cure presso la locale infermeria. Successivamente, il detenuto nel mezzo addetto alle traduzione ha tentato di aggredire il compagno detenuto presente sul mezzo.

A dare la notizia è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che aggiunge:
“Si tratta dell’ennesimo episodio in cui è la Polizia Penitenziaria a fare le spese di un sistema in cui l’assenza di sostanziale legalità e di regole certe rende possibile che i detenuti colpiscano impunemente chi rappresenta lo Stato e i principi della civile convivenza.

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Peraltro – prosegue Beneduci – se tali condizioni sono caratteristica del sistema penitenziario nazionale il disagio e la sostanziale sofferenza del personale di Polizia Penitenziaria in ogni attribuzione costituiscono la principale falla nella gestione delle carceri nelle Regioni Piemonte Liguria e Valle d’Aosta in ragione dell’inerzia e della completa assenza di iniziative utili e produttive di miglioramenti da parte dell’attuale Provveditore Regionale dell’Amministrazione Liberato Guerriero. I fatti purtroppo smentiscono le teorie bislacche di sedicenti professionisti che asseriscono l’inesistenza di un rischio operativo per gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che quotidianamente corrono seri pericoli per mantenere l’ordine e la civile convivenza nelle carceri Italiane.”

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