SETTIMO TORINESE – I lavoratori della Fedex scenderanno in piazza, domani, giovedì 17 maggio, per lo sciopero nazionale che si terrà a Torino con il corteo in partenza da piazza Derna alle 8 (fino alla rotonda dell’Iveco), il presidio davanti ai cancelli dell’azienda a Settimo, e davanti alla Prefettura dalle 11.

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“La Fedex a seguito dell’acquisto di un altro colosso, TNT, ha deciso, contro ogni previsione, di mettere in esubero ben 315 dei propri dipendenti d’eccellenza, – dichiara un lavoratore – di fatto esternalizzando alla più a “buon mercato” TNT i propri servizi. La flotta di FedEx Express comprende 657 apparecchi nel mondo intero.” Potrebbe insomma invadere l’Italia, se lo volesse, ma “col cuore in mano” decide di lasciare a casa più di 300 lavoratori. La realtà é che potrebbe tranquillamente permettersi di reintegrarci, potrebbe tranquillamente permettersi di lasciare invariati i contratti, potrebbe addirittura permettersi di aumentarci lo stipendio, altro che lasciarci a casa.”

L’acquisizione risale al 25 maggio 2016. Dopo due anni dall’inizio del processo di integrazione l’azienda ha chiuso il secondo trimestre del 2017 in utile. In Italia però licenzia 361 lavoratori e ne trasferisce 115. In Piemonte i licenziamenti sono 81 e i trasferimenti 25, la maggior parte dalla sede di Torino della Tnt a Peschiera Borromeo, con il rischio che si trasformino in licenziamenti.

 

 

Fedex ha deciso di chiudere le filiali di Settimo Torinese, Marene, Galliate e Alessandria, e Vigliano Biellese.

“Tale piano non può essere condiviso – scrivono le Segreterie Nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, in una lettera inivata al Ministero dello Sviluppo Economico – in primo luogo perché i bilanci aziendali sono ampiamente positivi ed anche per la dichiarata volontà di crescita di Imprese multinazionali che non si concilia affatto con il mantenimento dei livelli occupazionali nel nostro paese. Inoltre, i segnali positivi di crescita economica dei settori dove operano le Aziende e più in generale dell’e-commerce non possono tradursi negativamente per lavoratrici e lavoratori.”

Le Organizzazioni Sindacali hanno quindi chiesto un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per “poter salvaguardare l’occupazione e scongiurare i licenziamenti previsti”.

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