TORINO –28 i film proposti dal 25 al 27 marzo 2018, dalle ore 18.50 alle ore 01.30, presso il Cinema Classico, sito in p.zza Vittorio, 5 a Torino, durante la quinta edizione del Torino Underground Cinefest, festival di cinema indipendente ideato e diretto dal regista torinese Mauro Russo Rouge, e proposto da SystemOut e l’A.C.S.D. ArtInmovimento.

Si inizia domenica 25 marzo alle 18.50 col cortometraggio inglese “Transmission” di Varun Raman, a cui segue il lungometraggio norvegese “Hurry slowly” di Anders Emblemalla fine del quale il primo Q&A del festival con la produttrice Maria Kalvo. Dalle 20.40 i corti “Julkita” del messicano Humberto Busto e “King Kong” (Canada) di Lo Xu-Ming Tong. Alle 21.20 il primo documentario italiano “La rivincita di Casale Monferrato” di Rosy Battaglia con cui si discuterà subito dopo la fine della visione del senso del suo lavoro. Dalle 22.15 in ordine l’argentino “Course” di Agustín Falco, il cortometraggio belga “FIFO” di Sacha Ferbus, il corto tedesco “MMF” di Leonard Garner e il documentario serbo “Wall of death” di Mladen Kovacevic. La prima giornata del festival si conclude col cortometraggio francese “I will crush & I go to hell” di Fabio Soares alle 01.00 e il corto americano “New neighbors” di E.G. Bailey alle 01.25.

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Il secondo giorno del Torino Underground Cinefest si apre con cinque cortometraggi: alle 18.50 il bulgaro “Drehi\Clothes” di Vesselin Boydev, seguito dal francese “The butterfly” di Paillès twin brothers. Alle 19.40 verrà proiettato il greco “Freezer” di Dimitris Nakos, dopo la cui visione, vi sarà il primo Q&A della giornata col regista. Il programma riprende alle 20.15 col belga “Afterdown” di Nicolas Graux a cui segue il croato “Into the blue” di Antoneta Alamat Kusijanovic. Alle 21.05 sul grande schermo del Cinema Classico sarà proiettato il lungometraggio greco “Invisible” di Dimitri Athanitis con cui subito dopo ci sarà un momento di approfondimento.

Alle 22.50 si riprende col film danese “Needle boy” di Alexander Bak Sagmo con cui, alla fine della proiezione, si discuterà del suo lavoro.

Dalle 00.30 saranno in scena due cortometraggi: l’israeliano “Fatherland” di Amikam Kovner, a cui fa seguito il tedesco “King Grandpa” di Martin Grau. Concludono la seconda giornata del festival dalle 1.15 tre corti di animazione: l’argentino “El niño y la noche” di Claudia Marcela Ruiz, l’italiano “Water Hunters” di Massimo Ottoni e Salvatore Centoducati e l’inglese “[O]” di Mario Radev.

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Il martedì 27 marzo, dalle 18.50, vedrà proiettati prima tre cortometraggi e poi due lungometraggi. Si inizia col francese “Marlon” di Jessica Palud, a cui fa seguito il tedesco “Lovers never say goodbye” di Christoph-Mert Hagen, protagonista del primo dei tre Q&A della giornata.

Alle 19.45 “Phallus Malus” di Claire Maugendre, alla fine del quale vi sarà un momento di dibattito con la regista. Alle 20.30 sarà proiettato il greco “Bliss” di Christos Pitharas al centro dell’ultimo Q&A della giornata.

L’ultimo film in concorso è l’austriaco “The best of all worlds” di Adrian Goiginger.

Alle 00.00 avrà inizio la Cerimonia di Chiusura del Festival a cui seguirà un party presso il Mad Dog sito in via Maria Vittoria 35/A.

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In sintesi nella tre giorni di cinema indipendente ci saranno otto Q&A, interessanti momenti di dibattito e approfondimento, e saranno proiettati 21 cortometraggi e 7 lungometraggi. Di questi 28 film provenienti da 17 nazioni, quasi il 36 percento arrivano dalla Francia, dalla Germania e dalla Grecia. Considerando invece i continenti,

22 sono europei, 5 americani (considerando Nord, Centro e Sud America) e 1 asiatico.

Un programma denso, ricco di prodotti di qualità, costellato da momenti di dibattito con autori e produttori stranieri. Sono soddisfatto della percentuale dei film europei presenti in selezione ufficiale, nonostante la maggior parte degli iscritti provenissero dagli USA. Voglio leggere questo dato come la conferma di valore del cinema europeo, tipo di cinema autentico che premia le idee, afferma il direttore artistico Mauro Russo Rouge.

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